Shitou Alisa

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Shitou Alisa
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Compleanno: 25 Novembre
Zodiaco: Sagittario
Genere: Femmina
Altezza: 154cm
Peso: 50kg
Nome inglese: Shitou Alisa
Nome giapponese: 紫藤 アリサ(しとう アリサ)
Nome cinese: 紫藤亚里沙
Nome coreano: 시도 아리사
amo numero: 1
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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🎮 Giochi in cui appare

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Magical Girl Witch Trials
Magical Girl Witch Trials
Data di rilascio: 18 Luglio 2025

Impostazioni del personaggio

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Shitou Alisa è una ragazza delinquentella e candidata strega della visual novel “Processo alle streghe delle maghe”, nota per il suo carattere aggressivo, la maschera nera che le copre il volto e la magia di tipo “innesco di fuoco”.

Dietro la sua apparenza minacciosa nasconde però un’enorme fragilità, un passato pieno di autodistruzione e una profonda incapacità di perdonare sé stessa.

Nome: Shitou Alisa

Sesso: Femmina

Numero di prigioniera: 666

Magia: Innesco di fuoco (capacità di generare fiamme)

Trauma: Sconosciuto all’inizio (rivelato nella storia principale)

Data di nascita: 25 novembre

Altezza: 154 cm

Peso: 50 kg

Peccato originale: Dipendenza dall’auto-punizione

Cosa le piace: Incastrarsi tra i distributori automatici

Cosa odia: Farsi vedere in faccia / essere guardata in volto

Doppiatrice (CV): Misa Ishii

Alisa è una ragazza scappata di casa con atteggiamento da teppista, sempre pronta alla rissa e con un linguaggio estremamente volgare.

Si rivolge a sé stessa usando “uchi” e chiama le altre candidate streghe per cognome, senza onorifici, in modo brusco e sprezzante.

Detesta molte cose, ma soprattutto detesta sé stessa più di chiunque altro.

Questo odio si traduce in una tendenza all’auto-sabotaggio e in una difficoltà enorme ad accettare gentilezza o aiuto dagli altri.

All’apparenza è minacciosa, scontrosa, e respinge chiunque provi ad avvicinarsi.

In realtà, però, è profondamente sensibile e ha un forte senso morale, tanto da odiare l’idea stessa del “processo alle streghe” perché genera solo sospetto e conflitti fra le ragazze.

Nonostante il modo in cui parla, è molto più premurosa di quanto voglia ammettere: si preoccupa degli altri, interviene per aiutarli e si colpevolizza duramente quando crede di aver fatto del male.

La sua “dipendenza dall’auto-punizione” la porta a cercare inconsciamente di soffrire e di essere odiata, come se fosse l’unico modo per sentirsi “giusta”.

Alisa indossa sempre un cappuccio e nasconde il viso dietro una maschera nera, che impedisce alle altre di vedere le sue espressioni.

Per lei la maschera è una barriera psicologica, un modo per proteggersi dallo sguardo altrui e dalla vergogna che prova verso sé stessa.

Alla caviglia porta un peso metallico, come una specie di zavorra da prigioniera.

In un breve fumetto comico viene mostrato che se lo mette da sola ogni mattina, come se fosse parte del suo rituale di auto-punizione.

La sua vera faccia si vede solo in alcune illustrazioni della storia e nelle scene traumatiche.

Nel manga, al contrario, compare senza maschera già dal terzo capitolo in certe scene (come nel refettorio o quando parla con le altre fuori dalla cella di punizione).

La magia di Alisa è l’innesco di fuoco: può generare fiamme come un accendino vivente.

Questo potere è però legato a un trauma gravissimo del suo passato, e per questo lei prova un profondo disgusto e paura verso le fiamme.

Per compensare questa paura, Alisa afferma che vicino all’acqua si sente più tranquilla.

Per questo la si vede spesso nei pressi della sala docce o del lago, cercando inconsciamente un luogo in cui il fuoco non possa sfuggire al suo controllo.

Quando, durante un incidente, la sua fiamma passa per sbaglio sui vestiti di Sakuraba Emma, è terrorizzata dall’idea di averla ferita.

Spegne il fuoco immediatamente e si preoccupa in modo quasi isterico per Emma, mostrando quanto il suo trauma influenzi ogni reazione legata al fuoco.

Alisa tende a isolarsi e agisce quasi sempre da sola, rifiutando di unirsi a gruppi.

Dopo il primo decesso, è la prima a cercare di fuggire dal recinto della prigione, sbottando che non vuole restare “un secondo in più in un posto del genere”.

Il tentativo di fuga fallisce e finisce in cella di punizione.

Da quel momento, continua a comportarsi da cane sciolto e tiene a distanza le altre, anche quando in realtà vorrebbe proteggerle.

Nel corso della storia, viene più volte fraintesa:

Sawatari Coco la indica come “una che sembra capace di uccidere qualcuno” alla prima votazione.

– Quando scompare il fiocco per capelli di Kurobe Nanoka, Alisa viene sospettata di furto solo in base alla sua fama da teppista.

In realtà è il contrario: è quella che si sforza di non ferire nessuno e che teme più di tutte di diventare una vera assassina.

Il suo peggior incubo è trasformarsi in una strega e perdere il controllo, finendo per bruciare qualcuno vivo.

Nei brevi fumetti spin-off “Dopo questo, morirò.” viene mostrata una Alisa molto più tenera e buffa.

Il suo gusto bizzarro per “incastrarsi tra i distributori automatici” viene presentato come un hobby, dando un’idea di una ragazza che cerca rifugi strani e nascosti.

Quando Sakuraba Emma ha bisogno di qualcosa per accendere il fuoco, Alisa si offre come “accendino umano” usando la sua magia per aiutarla.

Con Hikami Meruru, prova a togliere una scheggia dalla mano della ragazza, ma Nikaido Hiro li sorprende a metà e fraintende la scena come un atto di intimidazione, finendo per immobilizzare Alisa.

Nonostante si lamenti se qualcuno si prende cura di lei, non riesce a ignorare chi è in difficoltà.

Quando Toono Hanna cerca di interessarsi a lei, Alisa la respinge, ma è evidente che questo le crea conflitto interiore.

È anche più istruita di quanto sembri: spiega a Jogasaki Noah il principio fisico che genera l’arcobaleno.

Nel contempo, il suo lato da “delinquentella territoriale” emerge quando rischia lo scontro con Kurobe Nanoka a causa delle faccende di pulizia e del territorio.

Isolamento e primi sospetti

Nel gioco principale, dopo che si verifica la prima morte, Alisa sbotta che non vuole restare nemmeno un secondo in quel luogo e tenta immediatamente di scappare dal complesso carcerario.

Viene catturata e messa in isolamento nella cella di punizione, consolidando la sua immagine di ragazza ribelle e pericolosa.

Non si aggrega mai stabilmente a un gruppo, stando spesso ai margini.

La sua magia legata al fuoco, unita al carattere aggressivo, la porta a essere la prima sospettata ogni volta che c’è un incendio o un atto violento.

Durante una delle prime indagini, un luogo del delitto prende fuoco (poi spento da un gufo di sorveglianza), e molte ragazze, soprattutto Coco, si convincono che Alisa possa essere la colpevole.

Se il giocatore non trova la verità in tempo, il processo alle streghe la condanna ingiustamente alla sedia elettrica, generando un finale cattivo in cui Alisa viene giustiziata.

In quel bad end, l’acqua necessaria per far funzionare correttamente la sedia non viene usata, e il suo corpo finisce per bruciare in modo particolarmente spettacolare.

È una crudele ironia, dato che Alisa odia il fuoco e trova conforto solo vicino all’acqua.

Paura della stregoneria e crollo psicologico

Nel corso della storia, Alisa è una delle candidate più avanzate nel processo di “stregonizzazione”.

Perde talvolta il controllo, arriva a strangolare quasi Emma e in un’altra occasione incendia Meruru, sfiorando davvero l’omicidio.

Lei stessa teme moltissimo di trasformarsi definitivamente in una strega e di uccidere qualcuno.

Questa paura alimenta la sua tendenza al ritiro, il suo odio per sé stessa e la convinzione che sarebbe meglio se sparisse prima di fare danni irreparabili.

Nonostante il linguaggio rude, dichiara apertamente che il processo alle streghe, in cui si deve votare chi sia l’assassina, non è altro che un meccanismo per farle litigare e odiarsi a vicenda.

Questa lucidità morale la rende una figura tragica: capisce la crudeltà del sistema ma non riesce a sottrarsi alla sua spirale autodistruttiva.

Da bambina, i genitori di Alisa erano estremamente gentili con lei.

Così gentili che non l’hanno mai sgridata, nemmeno una volta, e lei ha iniziato a comportarsi sempre da “brava bambina” per corrispondere a quell’immagine.

Con il tempo, però, è nata in lei una curiosità distorta: voleva sapere cosa significasse essere rimproverata, perché per lei essere sgridata era sinonimo di essere amata e presa sul serio.

Per attirare l’attenzione dei genitori, ha iniziato a deviare: è scappata di casa, ha commesso piccoli furti, ha abusato di farmaci.

Alla fine è arrivata a dare fuoco alla propria casa.

Nemmeno allora, però, i suoi genitori l’hanno rimproverata: si sono preoccupati delle apparenze e del giudizio degli altri, cercando di coprire lo scandalo.

Alisa è stata prelevata per essere portata al complesso carcerario mentre era ancora ufficialmente “scappata di casa”.

I genitori, più attenti alla reputazione che alla figlia, le hanno detto di dimenticarli e di cercare la propria felicità altrove.

Da tutto questo nasce la sua “dipendenza dalla auto-punizione”: per lei, essere punita è direttamente collegato all’essere amata.

Quando nessuno la punisce davvero, tutto crolla: sente che il mondo intero le sta dicendo che non merita neanche il lusso di essere rimproverata.

In uno dei finali negativi, Emma non si oppone quando Alisa le stringe il collo, lasciandosi quasi uccidere.

Alisa rompe definitivamente: pensa che se distruggerà tutto, nessuno potrà più perdonarla e, in un delirio autodistruttivo, cerca di incendiare l’intero complesso carcerario.

Nel secondo ciclo della storia, Nikaido Hiro viene uccisa da un secondino, ma grazie alla sua magia di “ritorno dalla morte” riporta il tempo al primo giorno della prigionia.

In questa linea temporale, dopo il primo processo, Hasumi Leia propone di mettere in scena una recita per rafforzare i legami tra le candidate e prevenire futuri omicidi.

Leia chiede ad Alisa di interpretare una fata del fuoco, un ruolo ironicamente perfetto per lei.

Alisa, però, rifiuta, dicendo che non ha intenzione di stare al gioco e che non vuole prenderne parte.

Più avanti, Hiro sceglie di suicidarsi per tornare ancora una volta all’inizio e tentare di salvare tutte.

In quel momento Alisa è ancora viva, ma il suo destino dopo la morte di Hiro in quel ciclo specifico rimane sconosciuto.

Alisa è l’ottava ragazza a morire nella storia principale.

Il suo cadavere viene ritrovato dalle altre candidate incatenato a una sedia elettrica sulla piattaforma delle esecuzioni, nel tribunale del complesso.

Il corpo è inspiegabilmente umido e il suo volto presenta gravi ustioni, come se si fosse trasformato in qualcosa di mostruoso a causa della stregonizzazione.

Inizialmente si pensa che l’acqua fosse stata versata su di lei per facilitare il passaggio della corrente durante l’esecuzione.

Sakuraba Emma, però, indagando sui registri di movimento della piattaforma della sedia elettrica, scopre che questa era stata spostata durante la notte in una cella frigorifera sotterranea.

Emma ipotizza quindi che la reale causa della morte di Alisa possa essere il sovradosaggio di sonniferi, ovvero un suicidio, con successivo spostamento del corpo.

Secondo la sua teoria, Alisa avrebbe riscaldato la boccetta di sonniferi con la propria magia per cancellare l’etichetta con il nome di Hikami Meruru, la ragazza che le aveva procurato i farmaci, per non farla sospettare.

La boccetta sarebbe esplosa, causando le ustioni sul volto.

Emma convince Kokucho, il supervisore, a consentire una votazione speciale: se tutte le candidate si dichiarano d’accordo nell’indicare Alisa come la “strega” in un voto unanime, la sua morte sarà considerata un suicidio e non un omicidio.

Per un momento, tutti sembrano accettare l’interpretazione del suicidio.

Poi, però, emerge un problema: la piattaforma della sedia elettrica può essere spostata solo con un telecomando o dal pannello nella struttura sotterranea.

Quando Emma ammette di aver azionato quel pannello mentre era bloccata in una stanza segreta, l’ipotesi cambia: molte iniziano a pensare che la vera causa di morte possa essere l’assideramento nella cella frigorifera e che Emma sia la responsabile involontaria.

La paranoia esplode, e la maggioranza vota per l’esecuzione di Emma.

Ma quando la piattaforma della sedia elettrica risale, al posto di Emma appare il cadavere di Kurobe Nanoka, stravolgendo completamente la situazione.

Emma sfrutta il caos per convincere Kokucho a indire un nuovo processo, questa volta per trovare il vero assassino di Nanoka.

Le indagini rivelano infine che anche Alisa è stata assassinata e che il colpevole è il vero burattinaio dietro il complesso carcerario.

Sakuraba Emma

All’inizio, Alisa tratta Emma con distacco e irritazione, respingendo quasi ogni tentativo di avvicinamento.

Col tempo però, comincia a fidarsi di lei e le rivela il proprio trauma e il passato legato al fuoco.

Il legame diventa così stretto da rendere ancora più devastante la scena in cui Alisa, ormai quasi completamente stregonizzata, rischia di strangolarla.

Quell’episodio rappresenta per Alisa il terrore di diventare la stessa “mostruosa strega” che teme, e per Emma un momento chiave di comprensione del suo dolore.

Nikaido Hiro

Nel secondo ciclo, Alisa dice apertamente che il tipo “capoclasse” rappresentato da Hiro le dà fastidio.

Tra le due non c’è un rapporto profondo mostrato in scena, ma l’antipatia di Alisa sembra più una reazione difensiva al senso di responsabilità e di ordine che Hiro incarna.

Jogasaki Noah

Nel gioco principale le due interagiscono poco direttamente.

Tuttavia, Alisa afferma di apprezzare molto i disegni di Noah e dimostra di aver capito prima delle altre che Noah non è una normale ragazza ma un “balloon” (una sorta di entità particolare).

Hasumi Leia

Alisa non ha una grande opinione di Leia, per motivi simili a quelli che la spingono a diffidare di Hiro.

Quando vuole andare a vedere i disegni di Noah, incrocia Leia per strada, si imbarazza e torna indietro in fretta, finendo per scontrarsi in modo plateale con Emma.

Kurobe Nanoka

Il primo vero confronto tra Alisa e Nanoka avviene quando quest’ultima perde il suo fiocco per capelli e, convinta da pregiudizi, accusa Alisa di averlo rubato.

In realtà, Alisa non c’entra nulla: sarà proprio lei a ritrovare il fiocco e a restituirglielo.

Più avanti, Nanoka diventerà un’altra vittima della serie di omicidi, con conseguenze drammatiche anche sulla lettura della morte di Alisa.

La dinamica tra loro mette in luce quanto Alisa venga giudicata per l’aspetto e il carattere, piuttosto che per le sue azioni reali.

Tachibana Sherry

Sherry è la compagna di stanza di Alisa.

Fin dal primo giorno, fa domande insistenti sulla maschera che Alisa porta sul viso, scatenandone la rabbia.

Da allora il rapporto si incrina: Alisa finisce per detestare Sherry, e Sherry stessa sa di essere malvista.

Quando Emma cerca di parlare con Alisa portando Sherry con sé, Sherry preferisce nascondersi e non intromettersi, consapevole della tensione.

Le accomuna un particolare inquietante: sia Alisa sia Sherry hanno ucciso qualcuno nel loro passato.

Questa affinità oscura, però, non diventa mai un vero terreno di comprensione tra le due.

Hikami Meruru

Meruru è responsabile della gestione dei farmaci all’interno del complesso.

Alisa ottiene da lei grandi quantità di sonniferi, preparando di fatto il terreno al proprio possibile suicidio.

Proprio per non far sospettare Meruru, Alisa cerca di bruciare l’etichetta con il nome della ragazza dalla boccetta di medicinali, causando le ustioni sul suo stesso viso.

Meruru, involontariamente coinvolta, resta una figura di contorno ma cruciale per capire la dinamica della morte di Alisa.

Toono Hanna

Hanna cerca di prendersi cura di Alisa e di interessarsi a lei come persona.

Alisa, fedele al suo schema, rifiuta queste attenzioni e la tratta con freddezza, pur non essendo immune al calore umano che Hanna le offre.

Nella parte finale della storia, Nikaido Hiro tenta di far stregonizzare tutte le candidate per evocare la Grande Strega, Yuki Tsukishiro.

Contemporaneamente, Saeki Millia, ormai stregonizzata, perde il controllo della magia di “scambio di corpi”, che si intreccia con il potere di ritorno dalla morte di Hiro e la magia di chiaroveggenza di Sawatari Coco.

Il risultato è che i ricordi del primo e del secondo ciclo si fondono nella mente di tutte e tredici le ragazze.

Alisa, travolta dal peso dei ricordi, cade nella stregonizzazione e perde quasi completamente il controllo.

In questo stato, dà fuoco a “Donna del Processo”, la figura legata al sistema di giudizio, con l’intento di morire insieme a lei in un rogo comune.

È un’ennesima espressione del suo desiderio di auto-annientamento totale.

Tuttavia, le parole di Hiro riescono a raggiungerla e a farle ritrovare il controllo, permettendole di spegnere le fiamme.

Poco dopo, quando tutte le candidate streghe cadono nella stregonizzazione, la Grande Strega Yuki Tsukishiro viene finalmente evocata.

La Grande Strega viene poi sconfitta e il fattore magico che causava la stregonizzazione si dissolve.

In quel momento, Alisa e le altre tornano al loro aspetto originale, libere dalla trasformazione.

Una volta cancellata l’influenza magica e smantellato il sistema del complesso carcerario, alle candidate viene concesso di tornare a casa.

Alisa, che prima voleva solo fuggire da tutto e da tutti, arriva finalmente a desiderare qualcosa di diverso: dice di voler tornare a vedere la sua famiglia, segno che ha iniziato a perdonarsi e a credere di meritare affetto.

Shitou Alisa è il volto più evidente del tema dell’auto-odio e della ricerca distorta di punizione come forma d’amore.

La sua storia mette in discussione l’idea che i “delinquenti” siano solo cattive persone, mostrando quanto spesso dietro la violenza ci siano ferite mai curate.

Il contrasto tra la teppista che minaccia di picchiare chiunque si avvicini e la ragazza che si auto-incatena con un peso alla caviglia ogni mattina è il cuore del suo fascino.

È una figura piena di fili scoperti, a metà tra vittima e carnefice di sé stessa, che trova una forma di redenzione solo quando riesce, finalmente, a desiderare di tornare a casa.

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(Ultima modifica: Martedì 25 Novembre 2025 10:09)

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