Wiene

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Wiene
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Genere: Femmina
Nome inglese: Wiene
Nome giapponese: ウィーネ
Nome cinese: 薇妮
Nome coreano: 위네
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Rina Hidaka
Rina Hidaka
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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DanMachi
DanMachi
Data di rilascio: 04 Aprile 2015
Is It Wrong to Try to Pick Up Girls in a Dungeon? III
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Data di rilascio: 03 Ottobre 2020
Is It Wrong to Try to Pick Up Girls in a Dungeon? IV Part 2
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Data di rilascio: 05 Gennaio 2023

Impostazioni del personaggio

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Wiene è una giovane dracena (Vivre) appartenente agli Xenós, la prima eroina più giovane di Bell Cranel e il primo mostro “eretico” con cui lui entra in contatto nella serie DanMachi (Is It Wrong to Try to Pick Up Girls in a Dungeon?).

Nome: Wiene

Specie: Dracena (Vivre)

Appartenenza: Xenós (mostri eretici)

Età: 0 anni (appena nata)

Altezza: circa 150 cm (romanzo), circa 130 cm (anime)

Livello: da equivalente a Lv.2 fino a potenziale Lv.5 (stimato)

Ruolo narrativo: eroina dell’arco degli Xenós, prima “protetta” di Bell Cranel

Doppiatrice (voce originale): Rina Hidaka

Wiene è un mostro dotato di elevata intelligenza e di un cuore indistinguibile da quello umano.

Appartiene alla rara specie dracena che compare nei piani medi del Dungeon, ma a differenza delle dracene comuni possiede gambe umane invece del tipico corpo serpentiforme.

Per Bell Cranel rappresenta la prima “figlia da proteggere”, la prima esistenza che lui vuole difendere non solo come avventuriero, ma come persona.

È la protagonista femminile principale dell’arco degli Xenós nella terza parte della storia di DanMachi.

Nella vita quotidiana finisce per vivere insieme alla Familia di Hestia nella “Casa del Focolare”.

Si affeziona profondamente a tutti, in particolare a Bell e a Haruhime Sanjouno, che percepisce quasi come genitori.

Wiene ha lunghi capelli di colore azzurro-argenteo e occhi color ambra, che spiccano sul suo incarnato chiaro e leggermente azzurrino.

Il suo volto è molto bello, in linea con gli altri Xenós di forma femminile, e la rende immediatamente riconoscibile.

Sulla fronte porta incastonato un gioiello noto come “Lacrima della Dracena”, una gemma tipica della sua specie.

Ha artigli estremamente affilati, che però Welf Crozzo le arrotonda per renderli meno pericolosi nella vita di tutti i giorni.

Il suo corpo è quello di una ragazzina umana, esile ma robusta per essere un mostro.

Quando le emozioni si intensificano, può far spuntare ali draconiche, manifestazione della sua natura di creatura draconica.

Nel romanzo la sua altezza è indicata intorno ai 150 cm, mentre nell’anime scende a circa 130 cm, risultando più bassa persino di Hestia (140 cm) e accentuando la sua immagine infantile.

Essendo nata da pochissimo, Wiene è pura, ingenua e curiosa verso tutto ciò che la circonda.

Non riesce a ignorare chi soffre o è in pericolo: è istintivamente portata ad aiutare gli altri.

Emotivamente è molto fragile all’inizio, spaventata dall’idea di essere rifiutata come “mostro”.

Allo stesso tempo, però, è profondamente grata verso chi l’ha accolta e tende a essere affettuosa e appiccicosa con chi ama.

Considera i membri della Familia di Hestia come la propria famiglia.

In particolare vede Bell Cranel e Haruhime Sanjouno quasi come madre e padre, o comunque come figure genitoriali a cui si aggrappa con tutto il cuore.

Con il passare del tempo, e dopo varie prove dolorose, il suo carattere si fa più forte e determinato.

È disposta a rischiare di essere odiata, ferita o persino uccisa pur di proteggere i bambini, i compagni Xenós e Bell stesso.

Primo incontro con Bell e la Familia di Hestia

Wiene nasce nel Dungeon con già sviluppata la capacità di parlare, ma senza capire nulla del mondo.

Appena venuta alla luce viene attaccata sia da avventurieri sia da altri mostri e fugge terrorizzata nei piani medi.

In questo stato di confusione incontra Bell Cranel, che la salva e decide d’istinto di proteggerla.

Da lì Wiene viene nascosta nella base della Familia di Hestia, dove inizia a convivere con loro.

All’inizio quasi tutti, tranne Bell, sono diffidenti o impauriti per il fatto che sia pur sempre un mostro.

Col tempo, però, la sua bontà e innocenza conquistano uno dopo l’altro i membri della Familia, che cominciano a vederla come una bambina più che come una creatura del Dungeon.

Il trauma del rifiuto umano

Un giorno Wiene sente Liliruca Arde esprimere il dubbio che proteggerla sia troppo pericoloso per la Familia.

Ferita e convinta di essere un peso, fugge di impulso dalla base e vaga per la città.

Per strada vede un bambino in procinto di essere travolto dal carico caduto da una carrozza.

Senza pensarci lo salva, ma i cittadini, ignorando le sue intenzioni, reagiscono solo alla vista del “mostro” e vanno nel panico.

Viene insultata, aggredita e lapidata dalla folla terrorizzata.

Solo l’intervento della Familia di Hestia la salva fisicamente, ma emotivamente Wiene capisce con brutale chiarezza che il mondo umano la rifiuta.

Da quel momento matura in lei la dolorosa idea di essere un’esistenza che “non dovrebbe stare al fianco di Bell e degli altri”.

Scoperta degli Xenós e separazione da Bell

La Familia di Hestia riceve una “Missione” obbligatoria dal dio Uranus, che da tempo protegge in segreto gli Xenós.

Guidati da lui e da Fels, raggiungono il rifugio degli Xenós al ventesimo piano del Dungeon.

Qui Wiene incontra per la prima volta altri mostri parlanti come lei.

Conosce Lido, uno dei leader degli Xenós, e Fels, braccio destro di Uranus, che propone che Wiene resti insieme ai suoi simili per sicurezza.

La decisione è dolorosa ma razionale: tra gli Xenós ha più possibilità di sopravvivere che restando in superficie.

Così Wiene si separa da Bell e dalla Familia di Hestia, promettendo però di rivederli.

Rapimento, follia e morte

La calma dura poco: la Familia di Ikeros, guidata da Dix Perdix, traffica in segreto mostri eretici.

Wiene viene rapita e usata come pedina nel loro piano.

Attraverso il potere maledetto di Dix, Wiene viene spinta alla follia e fatta salire in superficie dove, in preda alla furia, viene vista da Orario come una minaccia da abbattere.

Tutti gli avventurieri la prendono di mira, ignari della sua vera natura e dei complotti dietro le quinte.

Nel caos, Wiene viene trafitta dalla lancia di Gran, uno dei superstiti della Familia di Ikeros, ricevendo una ferita mortale.

In punto di morte riesce comunque a ringraziare Bell, esprimendogli i propri sentimenti e la gratitudine per essere stata salvata e amata.

Muore tra le braccia di Bell, lasciando lui e i presenti devastati.

Resurrezione miracolosa

Grazie all’intervento di Fels, esperto in magia proibita, viene eseguito un incantesimo di resurrezione chiamato “Dia Orfeo”.

Si tratta di una magia estremamente instabile e incerta, che normalmente avrebbe pochissime possibilità di successo.

Contro ogni aspettativa Wiene torna in vita, evento interpretato come un miracolo.

Esiste l’idea, mai confermata ma plausibile, che la presenza di Bell e del suo sviluppo come avventuriero dotato della capacità “Fortuna” abbia aumentato le probabilità di riuscita.

Dopo la resurrezione, Wiene e alcuni Xenós restano nascosti, aiutati dalla Familia di Hestia e dai loro alleati, nel tentativo di tornare in sicurezza nel Dungeon.

Crescita interiore e coraggio

A partire da questo punto, il carattere di Wiene cambia sensibilmente.

Diventa più consapevole della sofferenza che la sua esistenza comporta sia per gli Xenós sia per Bell e i suoi amici.

Quando Lido si tormenta pensando che gli Xenós portino solo guai alla Familia di Hestia, Wiene lo rassicura.

Gli dice che un giorno ripagheranno il debito e che loro non sono solo un peso per i loro alleati di superficie.

Più tardi, durante un crollo di edifici, vede Lulune (spesso chiamata Luu) in pericolo.

Pur sapendo che mostrarsi significherebbe attirarsi di nuovo paura e ostilità, Wiene corre lo stesso a salvarla.

Questa scena viene notata da Ouka Kashima, Chigusa Hitachi, Tiona Hiryute e altri avventurieri.

Capiscono che quella dracena non è un semplice mostro, ma qualcuno capace di altruismo e sacrificio.

Conflitto con Ais Wallenstein

In un momento cruciale, Bell Cranel arriva ad affrontare direttamente Ais Wallenstein per proteggere Wiene.

Per non farla uccidere, Bell si oppone a una delle spadaccine più forti del mondo, dimostrando quanto tenga a lei.

Inizialmente Bell cerca di farla fuggire per evitarle nuovi traumi.

Ma Wiene non sopporta di vedere Bell ferito a causa sua e torna indietro da lui e da Ais.

Davanti ad Ais, Wiene esprime con assoluta sincerità il desiderio di rimanere accanto a Bell.

Arriva perfino a dimostrare di essere disposta a strapparsi artigli e ali, cioè la propria natura di mostro, pur di non causare più dolore.

Questa determinazione fa scattare in Ais un ricordo del proprio passato.

Toccata da questa somiglianza e dal coraggio di Wiene, Ais decide di non ucciderla e le permette di tornare nel Dungeon con gli altri Xenós.

Partecipazione ai salvataggi e alla guerra contro Knossos

Successivamente Wiene continua a crescere anche come combattente.

Nella storia principale, volume 14, scende verso i piani profondi insieme a Lido e altri Xenós per salvare Bell, precipitato nel sottosuolo del Dungeon.

In quell’occasione si ricongiunge con la Familia di Hestia, mostrando quanto sia cambiata rispetto alla bambina spaventata dell’inizio.

Non è più solo da proteggere: vuole essere lei stessa un aiuto concreto.

Nell’assalto a Knossos, il labirinto sotterraneo costruito dagli dei corrotti, Wiene sceglie di partecipare attivamente.

Lo fa per restituire il favore alla superficie e dimostrare che gli Xenós possono essere una forza positiva.

Durante le operazioni in profondità, in una missione di salvataggio della Familia di Loki, Wiene agisce come uno dei principali combattenti in prima linea.

Grazie al corpo robusto e alla vitalità draconica, svolge il ruolo di “tank”, assorbendo colpi e proteggendo i compagni.

Wiene ha un carattere mite che non la rende portata alla battaglia dal punto di vista psicologico.

Nonostante ciò, in quanto appartenente a una specie draconica, il suo potenziale naturale è molto elevato.

In origine è considerata al livello di un avventuriero di Lv.2, sufficiente per non avere problemi contro i mostri del 19° piano del Dungeon.

In alcune storie parallele, come l’evento “Bianco Oscuro del Labirinto” in Memoria Freese, riesce a sconfiggere facilmente vari membri di fazioni malvagie, sebbene coordinata dalla strategia di Liliruca Arde.

Nel volume 21 della storia principale, dopo allenamenti intensi e nutrendosi a lungo di cristalli magici, Wiene raggiunge un potere equivalente a Lv.5.

Arriva persino a sconfiggere i resti di uno spirito chiamato Samos Thrake, creatura estremamente pericolosa.

Oltre alla forza bruta, Wiene possiede sensi straordinariamente sviluppati.

La sua percezione, sia visiva sia uditiva sia istintiva, supera perfino quella di molti Xenós più esperti, rendendola preziosa nella rilevazione di anomalie e pericoli nascosti.

Bell Cranel

Bell è la prima persona che le tende la mano e la riconosce come “persona” e non solo come mostro.

Per Wiene lui è salvatore, figura paterna e primo grande amore, tutto insieme.

La determinazione di Bell nel proteggerla, fino a scontrarsi con Ais Wallenstein e sfidare i pregiudizi del mondo intero, la segna profondamente.

La sua gentilezza e forza diventano il modello che Wiene cerca di seguire mentre cresce.

Haruhime Sanjouno

Haruhime si prende cura di Wiene con dolcezza e attenzione.

Condivide con lei l’amore per le storie eroiche e capisce meglio di molti altri cosa significhi essere guardati come “diversi”.

È l’unica, oltre a Bell, a cogliere il riferimento nel nome “Wiene” al mito della “Melyusine”, spirito alato protagonista di una storia di matrimonio tra umano e creatura magica.

Per Wiene, Haruhime è una vera figura materna e un modello di gentilezza silenziosa.

Lido e gli altri Xenós

Lido è uno dei leader degli Xenós e si comporta con Wiene come un fratello maggiore.

È fieramente protettivo verso di lei, ma anche pronto a riconoscere i suoi progressi e la sua forza.

Gli altri Xenós, inizialmente incuriositi, finiscono per accettarla e considerarla una di loro.

Wiene, dal canto suo, sviluppa una forte volontà di proteggere non solo Bell e la Familia di Hestia, ma anche la sua “famiglia di mostri”.

Familia di Hestia e alleati

Con il tempo Wiene conquista quasi tutti nella Familia di Hestia.

Liliruca, Welf, Mikoto Yamato e gli altri passano dalla diffidenza all’affetto genuino.

Anche personaggi esterni, come Tiona Hiryute e alcuni membri della Familia di Loki, cominciano a vedere Wiene non come una minaccia, ma come un essere senziente e degno di pietà e rispetto.

Questi piccoli cambiamenti individuali anticipano un possibile futuro in cui umani e Xenós possano coesistere.

Origine del nome

All’inizio Bell vorrebbe chiamarla “Wiryusine”, un nome lungo e pomposo ispirato alla creatura mitologica “Melyusine”, uno spirito con ali di luce protagonista di una storia d’amore tra umano e spirito.

Gli altri però lo prendono in giro per il nome troppo esagerato, così decide di accorciarlo in “Wiene”.

L’origine profonda del nome si rifà quindi al mito di Melyusine, figura spesso associata a creature a metà tra umano e drago/serpente.

L’autore ha rivelato che la vera radice ispiratrice è proprio “Melyusine”.

Differenza di altezza tra anime e romanzo

Nel romanzo l’altezza di Wiene è indicata attorno ai 150 cm, il che la fa sembrare una ragazzina di prima adolescenza.

Nell’anime, invece, è ridotta a circa 130 cm, rendendola molto più piccola e bambinesca.

Questa scelta visiva sottolinea maggiormente il suo ruolo di “bambina da proteggere” agli occhi di Bell e degli spettatori.

Accanto a Hestia (140 cm), Wiene appare ancora più fragile e suscita istintivamente un forte senso di protezione.

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(Ultima modifica: Lunedì 22 Dicembre 2025 23:04)

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