Fels è un mago non morto di livello 4, servitore e braccio destro del dio Uranus nel mondo di DanMachi, celebre per aver portato all’estremo le arti occulte fino a trasformarsi in uno scheletro immortale e per il ruolo centrale che svolge nella tutela degli “Eterocliti”, i mostri dotati di intelletto.
Nome: Fels
Età: oltre 800 anni
Razza: sconosciuta (originariamente umano, attualmente non morto/scheletro)
Occupazione: mago, consulente occulto della Gilda
Affiliazione: Gilda di Orario, al servizio diretto di Uranus
Livello: 4
Doppiatore originale: Mikako Komatsu (voce giapponese)
Fels è un misterioso mago che opera nell’ombra per conto del dio Uranus, sovrano della Gilda che governa Orario.
La sua esistenza è segreta persino ai dipendenti della Gilda, che lo conoscono solo come una sorta di “fantasma” che appare di rado nei corridoi del quartier generale.
In passato è stato il più grande mago del regno magico di Altena, dove veniva chiamato “Saggio”.
Ha portato l’abilità di sviluppo Mistero a un livello mai più eguagliato, riuscendo perfino a creare la leggendaria Pietra Filosofale, artefatto in grado di donare vita eterna.
Oggi Fels osserva il corso della storia da Orario, intervenendo nei punti più critici.
È il principale intermediario tra Uranus e gli Eterocliti, i mostri dotati di coscienza e sentimenti, e si occupa di tutte le operazioni che non possono emergere alla luce del sole.
Nonostante l’aspetto inquietante, Fels è sorprendentemente umano nel carattere.
Mostra grande empatia, spirito di sacrificio e un atteggiamento quasi da “tutore” verso chi lo circonda.
Ha un lato ironico e gioviale, capace di battute, controbattute e momenti comici, ma sa anche essere estremamente serio e lucido quando la situazione lo richiede.
Per questo i fan lo percepiscono come un personaggio “tuttofare”, in grado di sostenere sia i momenti comici che quelli drammatici.
È molto intelligente, abituato allo scontro verbale e alle menzogne strategiche, e possiede una conoscenza del Dungeon e dei suoi segreti paragonabile a quella delle divinità.
Tuttavia, non è un grande comandante sul campo di battaglia: la sua natura è più da “funzionario” o studioso che da ufficiale militare.
Nel corso della sua lunghissima vita, Fels ha osservato innumerevoli destini e ha elaborato una teoria molto personale sull’eroismo.
Crede fermamente che “chi viene insultato come ipocrita è proprio colui che ha il diritto di diventare un eroe”, intendendo con “ipocrita” chi agisce seguendo la propria fede e coscienza, pur venendo frainteso e accusato di agire per vanità o per autocompiacimento.
Il complesso per il proprio corpo
Sotto il pesante mantello nero, Fels non possiede più carne, solo ossa.
Questa condizione è il risultato della sua ossessione per l’immortalità: ha elaborato un “rituale di non-morte” che gli ha tolto la durata della vita, ma gli ha anche marcito completamente il corpo.
Consapevole della propria follia passata, ha scelto il nome “Fels” nel senso di “sciocco” o “folle”, a testimonianza della propria autocritica.
Tuttavia, è ancora molto sensibile sull’argomento: quando qualcuno lo chiama “scheletro” o “ossa”, reagisce protestando vivacemente, anche se lui stesso talvolta si concede qualche macabra “battuta da teschio”.
Fels è completamente avvolto da una lunga veste nera che copre ogni dettaglio del corpo.
Né il volto né la figura permettono di indovinare sesso, età o tratti somatici.
Sotto il mantello si nasconde un corpo ridotto a puro scheletro, privo di carne e pelle.
Non possedendo più il dorso di carne, l’incisione della Benedizione divina (Falna) non può più essere aggiornata, e il suo livello è bloccato per sempre.
La sua identità è così sfumata che, nel mondo interno all’opera, molti non sono neppure certi che sia un uomo o una donna.
In questa voce viene considerato come personaggio maschile.
Uranus
Uranus è il suo attuale dio e principale alleato.
Fels lo serve da secoli, e tra i due si è consolidato un legame di profonda fiducia reciproca.
Agisce come braccio destro di Uranus, gestendo missioni segrete e questioni politicamente delicate.
Condivide con lui la volontà di cercare una soluzione al problema degli Eterocliti e al mistero del Dungeon.
Gli Eterocliti (Lido, Gros, Rei, Wiene, Marie, Asterius e altri)
Inizialmente Fels si avvicina agli Eterocliti solo perché Uranus glielo ordina, quasi controvoglia.
Con il tempo, però, sviluppa un forte affetto verso di loro, arrivando a considerarli veri amici.
Comprende fino in fondo il loro desiderio di convivere pacificamente con gli umani.
Per questo mette tutte le sue risorse – conoscenza, magia e strumenti magici – al servizio del loro sogno.
Bell Cranel
Fels incontra Bell Cranel durante la vicenda degli Eterocliti, in particolare con il caso della giovane drago Wiene.
Osservando come Bell continui a proteggere gli Eterocliti anche a costo di essere insultato e ferito da tutti, Fels finisce per riporre in lui una fiducia assoluta.
Quando Bell viene ferito dalle accuse di “ipocrisia”, Fels lo conforta con la sua famosa teoria:
gli spiega che “proprio chi viene chiamato ipocrita possiede il diritto di diventare un eroe” e gli chiede: “Ti prego, sii tu almeno lo sciocco”.
Queste parole segnano profondamente Bell e ne influenzano lo sviluppo.
Dopo la crisi degli Eterocliti, Fels e Uranus decidono di puntare tutto sul futuro di Bell, affidando a lui la speranza di una convivenza tra umani e Eterocliti.
Altri personaggi rilevanti
Fels collabora con molti altri attori della storia, spesso dietro le quinte.
È in rapporti di scambio con Leon Vardenberg, legati da antichi debiti risalenti al regno magico di Altena.
Con la Famiglia Loki, in particolare con Finn Deimne, entra in collaborazione durante l’assalto a Knossos e nelle spedizioni successive.
I suoi strumenti vengono usati da Asfi Al Andromeda, che riconosce la sua superiorità come artefice di oggetti magici e ne rimane stupefatta.
Prime apparizioni e contatti con la Gilda
Per la maggior parte degli impiegati della Gilda, Fels è solo una leggenda urbana.
Alcuni giurano di aver visto una figura nera aggirarsi di notte nei corridoi e la chiamano “fantasma”.
In realtà, Fels agisce su mandato diretto di Uranus, al di sopra delle normali gerarchie.
In una delle sue prime comparse note, affida ad Ais Wallenstein l’indagine sull’insolito incidente al magazzino alimentare del 24º piano del Dungeon (nella serie spin-off Sword Oratoria).
Caso Wiene e gli Eterocliti
Nel nono volume della storia principale, Fels rapisce di fatto Hestia per condurla al cospetto di Uranus.
In questo modo la costringe ad affrontare la verità sugli Eterocliti e sul ruolo della Gilda.
Successivamente Fels incontra Bell e i membri della Famiglia Hestia nel rifugio segreto degli Eterocliti.
Lì rivela la natura dei mostri pensanti, le loro origini e il delicatissimo equilibrio politico che li riguarda.
Quando gli Eterocliti, accecati dal dolore per la morte di Ranye e altri compagni per mano della Famiglia Ikeros, assaltano la città di Rivira al 18º piano, Fels si muove per fermarli.
Assieme a Bell penetra nella fortezza della Famiglia Ikeros e nelle profondità del labirinto artificiale Knossos, che funge da seconda entrata al Dungeon.
La guerra in Daedalus Street
Durante la battaglia devastante a Daedalus Street, gli Eterocliti vengono quasi annientati da una combinazione di forze umane e intrighi divini.
Fels, pur cercando di proteggerli, finisce per essere manipolato dalle macchinazioni di Hermes, che considera la convivenza con gli Eterocliti solo un’illusione utile a forgiare il proprio “eroe artificiale”.
Quando Fels comprende che Hermes intende sacrificare gli Eterocliti per piegare Bell al suo “disegno divino”, si infuria sinceramente.
Ciononostante, decide di non interferire direttamente con Bell, confidando che il giovane rifiuterà di seguire i piani del dio.
La fiducia viene ripagata: Bell sceglie fino in fondo di proteggere gli Eterocliti, affrontando perfino Asterius in un duello mortale che sconvolge Orario.
Questa scelta rompe la spirale di malizia e calcolo divino che aveva avvolto l’intero incidente.
Dopo la crisi degli Eterocliti
Dopo la conclusione della crisi, Fels teme che il sogno di convivenza si sia allontanato, data l’ostilità accresciuta della città verso i mostri pensanti.
Tuttavia, la determinazione di Bell gli ridà speranza.
Pochi giorni più tardi, Fels gli rivela un fatto cruciale:
finché nessuno conquisterà il piano più basso del Dungeon, la convivenza tra umani ed Eterocliti resterà impossibile.
Quando Bell gli chiede cos’è il Dungeon e cosa si trovi al suo fondo, Fels risponde con parole enigmatiche: “Un giuramento stretto… e una resa dei conti”.
Questa frase preannuncia che ai piani più bassi si nasconde la chiave del mistero del mondo.
Nell’arco prequel “Astrea Record”, ambientato sette anni prima della storia principale e incentrato sulla guerra contro le fazioni oscure, Fels è costantemente attivo.
Lavora letteralmente senza dormire, eliminando in segreto interi gruppi di criminali e curando, nell’ombra, sia avventurieri che civili feriti in tutta Orario.
La sua presenza è quasi invisibile, ma decisiva per la sopravvivenza di molti.
Questo rafforza la sua immagine di figura che sostiene la città dalle tenebre, senza aspettarsi riconoscimento.
Combattimento e ruolo in battaglia
Fels è un mago di supporto e di retroguardia, ma non va sottovalutato.
Con un livello 4 e secoli di esperienza alle spalle, può sopraffare facilmente la maggior parte degli avventurieri comuni anche solo a mani nude.
In combattimento utilizza soprattutto i propri strumenti magici, da lui stesso forgiati.
È in grado di praticare la recitazione parallela, cioè lanciare incantesimi mentre si muove, permettendogli di curare e supportare mentre si sposta sul campo.
Il suo punto forte non è tuttavia la guida di grandi gruppi in battaglia, ma la pianificazione strategica, la logistica magica e il supporto da lontano.
Per questo è più efficace come coordinatore occulto e “arsenale mobile” che come comandante in prima linea.
Maestro di Misteri
Grazie all’abilità di sviluppo Mistero, portata al massimo livello, Fels può attivare veri e propri “miracoli” e condensarli in oggetti magici.
La sua maestria è tale da superare anche quella di Asfi Al Andromeda, considerata il massimo artefice di Orario.
Fra le sue imprese più incredibili c’è la creazione della Pietra Filosofale, capace di donare vita eterna.
Questo traguardo, tuttavia, lo ha condotto sulla strada della sua stessa decadenza fisica e morale.
Benedizione bloccata
In origine, Fels possedeva la Benedizione divina sul dorso, come ogni avventuriero.
Dopo la trasformazione in scheletro, però, ha perso la carne su cui era incisa la Falna, rendendo impossibile ogni ulteriore aggiornamento dello status.
Il suo livello è quindi bloccato per sempre a 4, indipendentemente da quanto si alleni o combatta.
Ciò rende la sua forza attuale “congelata nel tempo”, ma la sua conoscenza compensa largamente questo limite.
Livello: 4
Parametri (Forza, Durabilità, Destrezza, Agilità, Magia): sconosciuti (valori numerici non rivelati)
Abilità di sviluppo
Mistero
Abilità rarissima che permette di canalizzare i “miracoli” propri delle divinità in forma di magia o strumenti magici.
Fels è il più grande utilizzatore di Mistero della storia, grazie al quale ha potuto realizzare artefatti unici e perfino la Pietra Filosofale.
Magia avanzata (Magia/Ars Magica)
Questa abilità aumenta notevolmente l’efficacia di ogni incantesimo.
Portata al massimo, trasforma le magie di Fels in qualcosa di molto vicino ai miracoli veri e propri.
Dia Panakeia
Tipo: magia di cura totale.
Effetto: guarisce completamente ferite fisiche, stanchezza e persino maledizioni o malefici.
È considerata una delle magie curative più potenti in assoluto, un vertice tra gli incantesimi di guarigione.
Grazie alla sua abilità Magia avanzata, Fels può curare intere squadre e ribaltare da solo l’esito di uno scontro prolungato.
Dia Orpheus
Tipo: magia di resurrezione.
Effetto: consuma tutta la riserva di magia di Fels per tentare di riportare un morto in vita, piegando le stesse leggi del mondo.
Durante circa 800 anni, Fels non è mai riuscito a far funzionare questo incantesimo, al punto da considerarlo “uno spreco di slot magico”.
La prima e finora unica volta in cui ha avuto successo è stata con Wiene, la giovane Eteroclita drago, episodio in cui Fels prova un misto di stupore e sollievo, ammettendo che “alla fine, un senso c’era”.
Alcune teorie suggeriscono che il successo sia dovuto alla presenza di Bell Cranel, portatore dell’abilità di sviluppo Fortuna, che avrebbe inconsciamente favorito il miracolo.
Il nome e la recitazione dell’incantesimo richiamano la figura mitologica del bardo Orfeo, che tentò di riportare in vita la moglie dai regni dei morti.
Fels è uno dei più grandi artefici di strumenti magici di tutta Orario.
Ecco i principali oggetti da lui creati.
Magho-hand “Magic Eater”
Un guanto/arma che spara onde d’urto usando magia come munizione.
Non richiede recitazione, quindi può attaccare rapidamente come un’arma di fuoco magica.
Viene spesso paragonato alla magia rapida Firebolt di Bell Cranel, ma in versione “tecnologica”.
Il difetto principale è il consumo molto elevato di energia magica.
Reverse Veil
Un mantello che conferisce invisibilità a comando.
A differenza dell’elmo nero creato da Asfi, non rende invisibile in modo permanente appena indossato, ma permette di alternare normalità e invisibilità.
È estremamente pratico nelle operazioni furtive.
Tuttavia, nasconde solo la vista: avventurieri di alto livello, o razze con sensi molto sviluppati (come i guerrieri bestiali dal fiuto affinato), possono percepire comunque la presenza di chi lo indossa.
Nebbia Nera (Black Mist)
Una sorta di bomba fumogena.
Una volta attivata, sprigiona una fitta nebbia nera che acceca la vista e, aderendo al bersaglio, ne rende difficile l’individuazione.
Questo strumento è stato usato per salvare gli Eterocliti dalla Famiglia Loki e durante lo scontro a Daedalus Street.
Anche avventurieri di prima classe faticano a localizzare i bersagli avvolti nella Nebbia Nera.
Fiore Illusorio
Petali di fiore azzurri e rossi che, se inalati tramite il polline, inducono la visione di illusioni basate su oggetti precedentemente “registrati”.
È uno strumento ideale per creare caos e disorientare grandi gruppi di avversari.
Può però essere neutralizzato da avventurieri che possiedono l’abilità di sviluppo Resistenza alle anomalie, in grado di bloccare gli effetti mentali e sensoriali.
Naaza Erisuis lo utilizza nella crisi degli Eterocliti per disorientare gli avversari privi di questa difesa.
Polvere del Cercatore (Seeker Powder)
Una polvere bianca contenuta in una grande ampolla.
Se vi si versa una goccia di sangue e poi la si sparge su una mappa creata da Fels, essa mostra il nome e la posizione del donatore.
Ha però una limitazione importante: funziona solo su mappe preparate personalmente da Fels.
Durante l’operazione di ritorno degli Eterocliti, Hestia riceve sia questa polvere che “L’Eredità dell’Artigiano” (la mappa dettagliata di Daedalus Street creata con i sopralluoghi di Fels).
Oculi (Eye Crystal)
Una coppia di cristalli gemelli grandi quanto un palmo.
Ciò che viene visto e udito attraverso uno dei due cristalli viene proiettato in tempo reale sull’altro, fungendo da sistema di comunicazione a distanza.
Si tratta, in pratica, del primo vero strumento di comunicazione a lungo raggio visto nell’opera.
Asfi stessa, saputo della sua esistenza, ne rimane affascinata al punto da dire che “le ribolle il sangue” da artefice.
Grazie alla loro utilità, gli Oculi vengono usati ripetutamente durante spedizioni e operazioni congiunte.
Fels li impiega anche per seguire da remoto le missioni della Famiglia Loki.
Golem da battaglia
Grandi guerrieri metallici alti circa tre metri, interamente composti di adamantite, un metallo estremamente resistente.
Possono essere controllati a distanza tramite un bastone da Fels, ma dispongono anche di modalità autonome in grado di seguire ordini semplici.
La loro resistenza è tale che persino gli avventurieri di prima classe faticano a distruggerli.
Il costo di produzione è astronomico: oltre dieci miliardi di valis per singola unità, cifra che rende i golem delle vere reliquie belliche.
Dopo l’incidente del Festival dei Mostri, Fels ne piazza alcuni nelle fogne, come difesa estrema.
Quando li utilizza per salvare gli Eterocliti dalla Famiglia Loki, lo fa con entusiasmo, orgoglioso della sua “asso nella manica”, salvo vedere uno dei suoi golem spazzato via con un solo colpo da Tiona Hiryute.
La distruzione istantanea della sua “creatura perfetta” lo lascia pietrificato per alcuni istanti.
Riprendendosi, non può far altro che ridere amaramente e riconoscere, una volta di più, quanto siano mostruosamente forti i vertici della Famiglia Loki.
Assalto a Knossos
Dopo la crisi degli Eterocliti, Finn Deimne propone a Fels di entrare in alleanza per la conquista di Knossos, il labirinto artificiale nascosto sotto Orario.
Fels accetta, e anche tra Uranus e Loki viene stipulata una collaborazione temporanea.
Durante la “seconda offensiva” contro Knossos, mentre le varie squadre combattono le sei incarnazioni di spiriti corrotti, Finn ordina a Fels di agire da solo.
Il mago si occupa di distruggere i circuiti magici del grande altare che alimenta le barriere protettive, aprendo il passaggio alle forze alleate.
Approfondimento del Dungeon
In parallelo, la Gilda avvia il cosiddetto “Progetto Pozzo verticale”, un piano su larga scala per creare un enorme condotto che colleghi direttamente la superficie ai piani profondi del Dungeon.
Fels si oppone al fatto che Uranus assecondi troppo le ambizioni di Roiman, uno dei promotori del progetto, temendo che questo lo renda eccessivamente influente.
Nel frattempo, Knossos – ora di proprietà della Gilda – viene progressivamente trasformato da Fels nella propria “officina arcana”.
Qui concentra ricerche, creazioni e modifiche agli strumenti magici, facendo del labirinto una vera base operativa segreta.
Spedizione e salvataggio della Famiglia Loki
Durante il grande festival cittadino “Olariopeade”, la Famiglia Loki guida una gigantesca spedizione in profondità.
Fels osserva le operazioni grazie agli Oculi, mentre lui e Uranus analizzano il 60º piano, ormai trasformato in una sorta di “regno demoniaco” da spiriti contaminati.
Quando la situazione precipita e la Famiglia Loki necessita di essere salvata, Fels guida contemporaneamente il “gruppo di difesa” e il “corpo principale” dell’operazione di soccorso.
Si avvale dell’aiuto degli Eterocliti rimasti nel rifugio, usando loro per trasportare e posizionare una quantità enorme di strumenti magici lungo il percorso ufficiale del Dungeon.
Fels costruisce una serie di “pseudo pozzi verticali” che permettono un movimento rapido delle truppe.
Intorno agli avventurieri impegnati a creare questi varchi, dispiega golem e sfere che generano barriere curative, fungendo da scudo e supporto costante.
In seguito, Fels e Rei raggiungono Finn e gli altri nel “Giardino di Ghiaccio di Talia”, uno dei teatri della battaglia finale.
Qui Fels assume il ruolo di “ultimo guaritore”, assicurando sostegno vitale alle truppe nel fronte “nascosto” contro il “Re degli Spiriti Massacratori”.
Il “Saggio” e la Pietra Filosofale
Nel lontano passato, Fels serviva un dio noto come il “Saggio”.
Questo dio, tutt’altro che benevolo, trattava i propri seguaci come giocattoli, traendo divertimento dalle loro sofferenze.
Quando Fels riuscì finalmente a creare la Pietra Filosofale, il Saggio la ruppe deliberatamente davanti ai suoi occhi, ridendo fino alle lacrime per la disperazione del mago.
Questa storia, tramandata come una sorta di fiaba nera, è ancora raccontata ai giorni nostri e viene persino menzionata da Eina Tulle a Bell Cranel.
Discussioni sul suo “vero” sesso
Nell’universo dell’opera i fan amano speculare sul fatto che Fels possa essere in realtà una donna, nonostante oggi non abbia più carne né tratti fisici.
Le principali “prove” citate dai lettori sono: il tono della sua voce interiore, il fatto che il doppiatore sia una donna, i riferimenti a gatti neri (spesso associati alle streghe) e una certa apparizione in cui, a causa di una potente barriera, Fels assume la forma di una bambina.
Ufficialmente, però, non viene mai confermata una versione definitiva e il personaggio resta avvolto dal mistero.
In questa voce, per coerenza, viene indicato come maschile, ma il fascino del dubbio resta parte del suo carisma.
Riferimento a Orfeo
La magia di resurrezione Dia Orpheus è un chiaro omaggio al mito di Orfeo.
Nella leggenda, Orfeo scende negli inferi per riportare in vita la moglie, ma fallisce perché, contro il divieto ricevuto, si volta a guardarla prima di aver lasciato il regno dei morti.
Nel testo dell’incantesimo, Fels dichiara la sua volontà di non “voltarsi indietro” e di violare consapevolmente le leggi del mondo in nome del proprio desiderio.
L’ultima frase della recitazione, “Ah, io non mi volterò”, esprime proprio il proposito di non ripetere l’errore di Orfeo.
“Lo sciocco che non si volta”
L’essenza di Fels è proprio questa: un “sciocco” che accetta il peso delle proprie colpe e fallimenti, ma continua a guardare avanti.
Non cerca la gloria, né il perdono, e raramente appare agli occhi del pubblico.
Eppure, dalle ombre, cura, protegge, prepara e scommette tutto su un futuro in cui umani ed Eterocliti possano finalmente condividere lo stesso mondo.
Per chi osserva la storia da vicino, Fels non è solo un mago oscuro, ma il custode silenzioso della speranza di Orario.
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