Asterius è un minotauro nero, membro degli Xenos nella serie DanMachi, considerato l’eretico più forte e dotato di un potenziale pari a un avventuriero di Livello 7, nonché reincarnazione del minotauro a corno spezzato sconfitto da Bell Cranel ai suoi esordi.
È il “toro selvaggio” che l’autore ha voluto come rivale definitivo di Bell e, in tono scherzoso, come vera “eroina” della terza parte della storia.
Nome: Asterius
Specie: Minotauro (Xenos, mostro eretico intelligente)
Età: 0 anni (alla sua apparizione principale, ha pochi mesi di vita)
Altezza: circa 300 cm
Affiliazione: Xenos (mostri eretici)
Livello stimato: Livello 7 (valutazione della Gilda)
Sesso: Maschile
Colore della pelle: Nero (a differenza dei minotauri comuni color rame)
Doppiatore (CV): Ryō Sugisaki
Asterius è uno Xenos, cioè un mostro dotato di intelletto elevato e cuore paragonabile a quello umano.
Appare come un minotauro dalla pelle nera, così diverso dai minotauri comuni che alcuni avventurieri lo scambiano per una variante di un altro mostro profondo, il “Black Rhinos”.
La sua forza schiacciante gli permette di spazzare via alcuni dei più forti avventurieri di Orario, al punto da essere paragonato a un Livello 7.
La Gilda, dopo gli eventi che lo vedono protagonista, ne riconosce ufficialmente il potenziale a questo grado.
La sua vera identità è la reincarnazione del minotauro a corno spezzato che Bell Cranel affronta quando è ancora Livello 1.
Il nome “Asterius”, che significa “luce/folgore”, deriva dal ricordo dell’ultimo istante della sua vita precedente: la magia Firebolt di Bell, vista come un lampo di luce.
Per tutto l’arco narrativo degli Xenos, Asterius è presentato come il perfetto rivale di Bell, che vive per mantenere una promessa di “rivincita” tramandata perfino oltre la morte.
L’autore stesso lo definisce la “heroine toro selvaggio” della parte degli Xenos, ironizzando sul fatto che, pur essendo un colosso muscoloso, compie azioni tipiche di una protagonista femminile.
Asterius è estremamente taciturno.
Il suo tono di voce basso e la calma nei modi ricordano quelli di un veterano di guerra o di un puro uomo d’armi.
Dentro di lui brucia però una fame costante di combattimento.
Più il nemico è forte, più Asterius si esalta, mostrando un lato da vero “maniaco della battaglia”.
Al contrario, per i deboli non prova interesse.
Quando si trova a travolgere avventurieri molto più scarsi di lui, considera lo scontro quasi una delusione, qualcosa che non merita il nome di “lotta”.
Ha un ricordo vivissimo di Bell Cranel della sua vita precedente: l’unico umano che l’ha affrontato senza fuggire.
Per questo, quando vede avventurieri spaventati che scappano, li disprezza, notando quanto siano diversi da Bell pur appartenendo alla stessa categoria.
Con i compagni Xenos ha un codice morale chiaro:
si impegna a non uccidere gli umani, a meno che non siano persone che hanno ferito i suoi simili o che distruggono la sua lotta leale.
In battaglia contro avventurieri, di solito si trattiene al limite del “non uccidere”, anche se il risultato è comunque quello di ridurli in condizioni tali da sembrare morti a chi li osserva.
Se qualcuno prova a interferire in un suo duello o a rovinare la sua “rivincita” con Bell, Asterius lo abbatte senza scrupoli, seppure evitando l’uccisione diretta.
Al centro della sua esistenza c’è un singolo desiderio: la “rivincita contro un solo umano” che vede continuamente nei sogni.
Questo umano è Bell Cranel, che costituisce per Asterius la sua “visione”, la sua “aspirazione”, la sua “fame” trasformata in desiderio.
Gli altri Xenos sognano la convivenza con gli umani e la libertà in superficie.
Asterius, invece, è l’eretico tra gli eretici: il suo sogno è solo la battaglia finale con Bell, una sete di scontro così pura da renderlo diverso perfino dagli altri mostri dotati di cuore.
Bell Cranel
Bell Cranel è il suo più grande rivale e, in un certo senso, la ragione della sua esistenza.
Asterius rinasce come Xenos proprio perché vuole rivedere “quel ragazzo” e combattere di nuovo contro di lui.
Tra Bell e Asterius non c’è odio, rancore o desiderio di vendetta nel senso comune.
C’è piuttosto la volontà di scontrarsi a piena potenza, di misurare reciprocamente i propri limiti.
Asterius considera Bell l’unica persona contro cui può scatenare davvero tutto ciò che è.
Dopo i loro scontri, entrambi si impegnano a diventare sempre più forti, per poter un giorno arrivare alla “vera” decisione finale del loro duello.
Ottar
Ottar è il suo “maestro” nella vita precedente.
È stato proprio Ottar ad allenare il minotauro a corno spezzato e a condurlo sul cammino che l’avrebbe fatto incontrare con Bell Cranel.
Quando Asterius e Ottar si rivedono, il minotauro prova un vago senso di nostalgia e familiarità.
Ottar, a sua volta, riconosce in Asterius la reincarnazione di quel minotauro che aveva addestrato, rimanendo interiormente molto colpito.
I due condividono molte affinità: sono guerrieri silenziosi, fisicamente imponenti, focalizzati sulla forza e sulla vittoria.
Entrambi hanno esercitato un’enorme influenza sul modo in cui Bell definisce il concetto di “forza” e di “vittoria”.
Xenos: Wiene, Lido, Gros, Rei, Marie e gli altri
Wiene, Lido, Gros, Rei, Marie e gli altri Xenos rappresentano per Asterius qualcosa di diverso dal puro combattimento.
Sono i “compagni”, la “famiglia” che gli permette di provare emozioni differenti dalla fame di lotta.
Per loro nutre un autentico senso di protezione e affetto.
Quando sono in pericolo, Asterius corre sempre in loro aiuto, anche a costo di affrontare interi gruppi di avventurieri da solo.
Al tempo stesso, è consapevole che la sua sete di battaglia con Bell potrebbe mettere in pericolo il sogno degli Xenos di convivere pacificamente con gli umani.
Per questo cerca di non ostacolare i loro piani, pur continuando a inseguire il proprio destino personale.
Origini e vita prima della comparsa in scena
Asterius nasce nei piani profondi della Dungeon, in un’area chiamata “Labirinto di Grafite”.
Fin dall’inizio viene rifiutato e attaccato dai suoi stessi simili, che percepiscono la sua natura anomala di Xenos.
È costretto a un ciclo senza fine di combattimenti contro gli altri mostri, una guerra di sopravvivenza che lo logora lentamente.
Alla fine crolla, ma viene salvato dagli altri Xenos, che lo accolgono come uno di loro.
Vivendo con questa nuova “famiglia”, Asterius inizia a scoprire emozioni diverse dalla pura brama di combattimento.
I compagni lo aiutano a comprendere che la fame che prova è collegata a un “sogno”, a una “memoria” della vita precedente: quel ragazzo umano e quella luce chiamata Firebolt.
Gradualmente comprende che ciò che cerca è proprio quell’umano: Bell Cranel.
Si allena, impara, ottiene un’arma, e quando è pronto sceglie volontariamente di tornare nei piani profondi per continuare a forgiare se stesso nella lotta continua contro i mostri profondi.
Il suo unico desiderio è che, un giorno, quella fame possa finalmente essere saziata.
Arco degli Xenos (trama principale)
Quando ritiene di aver temporaneamente concluso il suo “addestramento” nei piani profondi, Asterius torna al “villaggio nascosto” degli Xenos.
Lì viene a sapere da altri Xenos che i suoi compagni sono stati attaccati dalla Famiglia Ikeros.
Senza esitare, si mette in viaggio verso i piani medi per raggiungerli e aiutarli.
Arriva al “Paradiso del Labirinto”, nella 18ª zona della Dungeon, dove affronta la Famiglia Ganesha.
Da solo, riesce a travolgere la capitana Shakti (Livello 5 di altissimo livello) e i migliori elementi della Famiglia Ganesha.
Arriva persino a mettere in grave difficoltà Ryuu Lion, risparmiandola solo perché i compagni lo richiamano altrove.
Utilizzando il “Cubo di Daedalus” ottenuto dai suoi alleati, entra nel labirinto artificiale “Knossos”, covo della Famiglia Ikeros.
Lì raggiunge il capo della famiglia, Dix, l’uomo che ha perseguitato e torturato gli Xenos, e lo massacra letteralmente.
Successivamente, sale in superficie seguendo i compagni Xenos coinvolti negli incidenti con gli avventurieri.
Da solo ingaggia scontri con la Famiglia Loki per proteggere i suoi simili, ma durante uno di questi duelli Ais Wallenstein gli taglia un braccio, costringendolo alla ritirata grazie all’intervento di Fels e della Famiglia Hermes.
La rivincita con Bell Cranel
Alcuni giorni dopo, quando viene lanciata l’operazione per far tornare gli Xenos nella Dungeon, Asterius partecipa attivamente alla fuga.
Abbatte gli avventurieri incontrati lungo la strada per aprire la via ai compagni, ma avverte che la “sua aspirazione” — Bell — si trova nelle vicinanze.
Decide quindi di restare da solo in superficie.
Poco dopo, incontra Ottar, che lo riconosce e gli segnala che ciò che cerca si trova più avanti.
Guidato da quelle parole, Asterius corre verso il luogo indicato e raggiunge Bell, impegnato in un duro scontro con Gros.
Irrumpe nel combattimento, impedendo che Bell gli venga sottratto, e per la prima volta si presenta a lui.
Rivela il suo nome e il sogno che lo ha accompagnato dal momento della rinascita.
Chiede esplicitamente a Bell ciò che ha desiderato per tutta la vita: una “rivincita”.
Bell, stremato e pieno di dubbi dopo le vicende con gli Xenos, non può rifiutare la richiesta di chi lo ha cercato con tanta ostinazione.
Accetta il duello, e così ha inizio la seconda grande battaglia tra Bell Cranel e il minotauro che un tempo aveva sconfitto.
Nonostante sia ancora mezzo morto e con un braccio solo per le ferite riportate contro la Famiglia Loki, Asterius riesce a combattere alla pari con Bell.
Alla fine, i due si scagliano l’uno contro l’altro con i loro colpi migliori: il “colpo dell’eroe” di Bell viene infranto, e Asterius vince lo scontro.
Di fronte al Bell gravemente ferito, Asterius dichiara che ora il loro punteggio è di una vittoria ciascuno.
Promette che la prossima volta ci sarà il “vero” decisivo confronto, e torna nella Dungeon.
Grazie a Fels, viene curato e il braccio perduto, recuperato dai compagni, gli viene rigenerato.
Il duello tra lui e Bell, assistito da cittadini, avventurieri e perfino dei, ridà lustro al nome di Bell, che era stato infangato dalla vicenda degli Xenos.
Per Bell, questa sconfitta ha un valore enorme: spazza via i suoi dubbi e gli offre un nuovo obiettivo, più alto e chiaro.
Per Asterius, è la conferma che la sua aspirazione non è vana, e che la vera decisione è ancora tutta davanti a loro.
Partecipazione alla “Saga dell’Orgia” e alle battaglie contro gli spiriti corrotti
Terminata la crisi degli Xenos, Asterius torna ai piani profondi per proseguire il suo addestramento.
Quando, nella storia parallela legata ai piani di distruzione della città da parte del “Distruttore della Città” (Enyo), si arriva alla battaglia finale, viene richiamato come rinforzo.
In questa occasione, si trova di fronte a un “doppione di spirito” (Demi-Spirito), una entità di potenza paragonabile a un capo di piano dei piani profondi.
Grazie alla sua forza brutale, Asterius devasta quasi da solo questo nemico, in maniera molto simile a Ottar.
Durante lo scontro, sente il suono prodotto da Heroic Desire (Argonaut), la capacità di Bell, e capisce che anche lui si trova in quel campo di battaglia.
Esaltato dal pensiero, vorrebbe correre da lui, ma viene fermato dagli Xenos, che lo convincono a non deviare dal piano.
È felice di percepire quanto Bell sia cresciuto e giura che anche lui diventerà ancora più forte in vista del loro scontro finale.
Alla fine, infligge il colpo di grazia al Demi-Spirito.
Quando la Famiglia Loki e le altre forze alleate vengono distrutte al 60° piano dalla “Spirito Corrotto”, Asterius rimane in azione.
Aiuta Rei a proteggere la ritirata di Raul Nord e degli altri, lottando contro ondate di mostri multicolori e draghi-cannone.
Successivamente, raggiunge il 60° piano insieme a Lido, Wiene e gli altri Xenos per cercare Finn Deimne e i superstiti.
Sentendo ancora una volta la “campana di Bell” — l’eco del potere di Argonaut — corre verso di lui, abbatte i resti di uno spirito che minacciava Bell e Tiona Hiryute e, preso dall’istinto, cerca di attaccare Bell sul posto.
Wiene però si mette in mezzo e lo rimprovera:
chiede se sia davvero contento di battere un Bell già esausto e a pezzi.
Asterius, colpito, si fa da parte e, a detta dello stesso Bell, si “affloscia” visibilmente, come qualcuno che si rende conto di aver esagerato.
Quando nuove minacce appaiono, Asterius si offre di affrontarle lui stesso, per non essere tentato di assalire Bell in quello stato.
Affida a Bell il suo doppio ascia (Labrys), gli promette una futura rivincita e si getta nella mischia.
Più tardi salva anche Lefiya Viridis, che combatteva eroicamente in solitaria, e procede verso i piani inferiori dove Finn e gli altri sono in gravissima difficoltà contro la “Regina del Massacro” Reginas.
Nel duello, tuttavia, viene colpito duramente dal devastante vento magico del nemico e perde di nuovo un braccio, cadendo una prima volta.
Con il debilitarsi di Reginas, Asterius riesce a rialzarsi e, unendo le forze con Gareth Landrock, lo blocca e lo schiaccia.
Ancora una volta dimostra di poter competere con entità di livello estremo, perfino tra le più terribili della Dungeon.
Asterius è riconosciuto come il più forte tra gli Xenos.
Anche se a livello di tecnica e tattica ha ancora margini di crescita, le sue caratteristiche fisiche e il suo potere superano nettamente quello del normale “mostro”.
Gli avventurieri della Famiglia Loki che lo affrontano lo considerano equivalente a un capo di piano dei piani profondi.
Dopo gli incidenti degli Xenos, la Gilda stima ufficialmente il suo potenziale come Livello 7.
Alcuni esempi della sua forza:
Ha distrutto da solo l’unità d’élite della Famiglia Ganesha, guidata da Shakti, una Livello 5 al vertice.
Ha ucciso Dix, Livello 5, praticamente all’istante.
Ha combattuto in modo più che alla pari con tre Livello 6 contemporaneamente: Bete Loga, Tione Hiryute e Tiona Hiryute.
Anche con un braccio amputato, è riuscito a continuare a combattere contro Ais Wallenstein e a rompere la sua difesa basata su Aeriel.
Ha distrutto quasi da solo un Demi-Spirito, una creatura di potenza paragonabile a un capo di piano profondo.
Ruggito del minotauro
Come tutti i minotauri, Asterius possiede un “ruggito” che infligge terrore negli avversari.
Nel suo caso, questo potere è spinto a un livello estremo.
Un avventuriero di Livello 3 resta paralizzato dalla paura.
Un Livello 2 rimane schiacciato dal panico, spesso incapace persino di stare in piedi.
Un Livello 1 o un comune cittadino, privo della Benedizione divina, rischia di svenire sul colpo.
Per questo motivo, per chi è sotto il Livello 3 è praticamente impossibile affrontarlo in condizioni normali.
La sua sola presenza è sufficiente a decidere lo scontro prima ancora che la battaglia inizi.
Margini di crescita
Nonostante la potenza già mostruosa, Ais e gli altri nota che Asterius è ancora in fase di sviluppo.
Si tratta letteralmente di un “neonato” in termini di età, con solo pochi mesi di esperienza.
Ciò significa che la sua forza, la sua tecnica e la sua gestione della battaglia sono destinate a migliorare notevolmente.
È uno dei pochi personaggi dell’opera che, già partendo da una fascia di potenza “massima”, non ha ancora raggiunto il proprio limite.
Labrys (doppio ascia)
La Labrys è l’arma principale di Asterius.
Si tratta di una gigantesca ascia a doppia lama, capace di sopportare la sua forza colossale, quindi probabilmente forgiata con materiali e maestria eccezionali.
A causa dei continui combattimenti nei piani profondi, la Labrys è quasi sempre sporca di sangue.
Durante la missione di salvataggio con la Famiglia Loki, Asterius la affida a Bell, perché possa usarla contro lo Spirito Corrotto.
Nel corso della battaglia in cui Bell lancia la magia Saint Fire Remnant (Argo Vesta) contro lo Spirito Corrotto, la Labrys finisce per rompersi.
Per Asterius è un sacrificio accettabile se ciò avvicina il momento del loro vero scontro finale.
Kaminari Ikazuchi-maru (ascia magica del tuono)
Kaminari Ikazuchi-maru è una spada magica a forma di ascia che genera potentissimi fulmini.
Asterius la usa nello scontro contro la Famiglia Loki, respingendo contemporaneamente Tione, Tiona e Bete.
La potenza dei suoi lampi è così elevata che persino gli stivali di Bete, progettati per assorbire magia, non riescono a contenerla del tutto.
Durante il combattimento con Ais, però, Asterius perde il braccio che regge l’arma, che viene così separata da lui.
Quest’arma è stata originariamente forgiata da Tsubaki Collbrande, la più grande fabbra di Orario, in memoria di Hashana Dolria, che era stata uccisa da Revis.
In qualche modo (ancora non chiarito), la Kaminari Ikazuchi-maru finisce nelle mani di Asterius.
Dopo che questa arma lascia Asterius, Riveria Ljos Alf la recupera e la restituisce a Tsubaki.
Il nome un po’ bizzarro deriva dal fatto che Tsubaki ha cercato di imitare lo stile di Welf Crozzo nel battezzare le spade magiche, cosa di cui si pente poi in modo scherzoso.
Nel gioco “Memoria Freese”, l’evento per il secondo anniversario, “Argonaut”, introduce la figura di un minotauro chiamato Generale Minos.
Viene rivelato che Asterius è la reincarnazione di questo stesso Minotauro.
Nel passato remoto, Argonaut — la reincarnazione precedente di Bell Cranel — combatte un duello leggendario contro il Generale Minos.
I due si riconoscono come rivali e pari, ma la battaglia viene decisa anche dall’intervento di Ariadne, e Minos finisce in condizioni critiche.
Prima che Argonaut gli dia il colpo di grazia, i due stringono un patto.
Argonaut si scusa per doverlo sconfiggere in quelle condizioni, ma promette che si sarebbero rincontrati in un’altra vita, in un duello uno contro uno, per la vera decisione.
Minos accetta con un sorriso, emettendo un ultimo ruggito simile a un tuono, e scompare.
Passano secoli, forse millenni, e le loro anime rinascono come Bell Cranel e Asterius.
Quando, nella vita presente, Bell e Asterius si incontrano e combattono, non stanno soltanto vivendo un semplice scontro nella Dungeon.
Stanno portando a compimento una promessa antica, un “legame” che unisce il loro destino attraverso il tempo.
Le loro vite sono collegate da un filo che non può essere spezzato.
E ogni loro duello non è altro che un nuovo capitolo della loro avventura condivisa.
Sia l’autore sia i fan amano definire Asterius una sorta di “eroina” paradossale dell’arco degli Xenos.
Se si osservano le sue azioni, questa definizione, seppur scherzosa, non è così infondata.
Alcuni elementi che lo fanno sembrare una vera “eroina”:
Nonostante la reincarnazione, non riesce a dimenticare Bell e lo ricerca come la sua “aspirazione” più cara.
Nel momento della loro riunione, letteralmente “piomba dal cielo” rugendo, come un ingresso spettacolare degno di una protagonista.
Quando altri avventurieri provano a interferire nella loro rivincita, li scaccia con ruggiti e pugni, “proteggendo” il proprio momento con Bell.
Con il loro duello, aiuta Bell a superare dubbi e tormenti, dandogli un nuovo obiettivo per diventare più forte.
Contribuisce involontariamente a ripulire la reputazione di Bell agli occhi di Orario, che lo rivede come un vero eroe.
Agisce al fianco di Bell nel cambiare il destino degli Xenos e del mondo.
Nella guerra di Knossos, quando percepisce che Bell è sullo stesso campo di battaglia, si lancia letteralmente verso di lui, ignorando temporaneamente il resto dei nemici.
Se si mette insieme tutto questo, è difficile non sorridere.
Asterius è un colosso muscoloso, ma il suo ruolo emotivo nella storia è estremamente simile a quello di una “eroina” che sostiene e guida il protagonista verso un nuovo stadio della propria crescita.
Nel momento in cui Asterius e Bell si affrontano nella rivincita dell’arco degli Xenos, sulla carta il divario di potere è enorme.
Asterius ha un potenziale da Livello 7, mentre Bell, ufficialmente, è ancora attorno al Livello 3 (ma con parametri molto alti).
L’autore, tuttavia, ha spiegato che durante quell’incontro Asterius non è affatto al massimo delle sue capacità.
Aveva già combattuto contro la Famiglia Loki, perdendo il 90% dei suoi punti vitali e passando circa cinque giorni isolato in superficie, quasi senza rifornimenti.
Anche in quello stato debilitato, Asterius sarebbe comunque in grado di sbaragliare qualsiasi altro Livello 3 in pochi istanti.
Bell, dal canto suo, si trova in un momento di concentrazione estrema, paragonabile allo scontro con il minotauro a corno spezzato, e i suoi parametri sono spinti fino quasi al Livello 4.
Grazie a questa combinazione — Asterius indebolito e Bell oltre i propri limiti — il duello risulta sorprendentemente equilibrato.
Il fatto che Asterius vinca nonostante tutto enfatizza ancora di più quanto siano profonde le sue capacità di crescita e il suo potenziale.
Il rapporto tra Asterius e Ottar è una sorta di “strana relazione maestro-allievo” che si riflette anche nelle loro caratteristiche.
Mettendo a confronto i due, emergono diverse analogie:
Entrambi sono guerrieri silenziosi e concentrati, con un’aura da veri uomini d’armi.
Sono fisicamente giganteschi e muscolosi, ispirati a animali di enorme potenza fisica: il toro (Asterius) e il cinghiale (Ottar).
Conoscono e comprendono molto bene Bell Cranel e il suo cammino di crescita.
Ciascuno, a suo tempo, ha sconfitto senza appello un avversario di Livello 5 contro cui Bell aveva faticato molto.
Entrambi hanno inflitto a Bell una sconfitta totale in un momento chiave della sua vita da avventuriero.
Sono tra le poche figure in grado di sopravvivere da sole nei piani profondi della Dungeon.
A livello simbolico, Asterius e Ottar rappresentano due incarnazioni dello stesso ideale: quello del guerriero che vive solo per la forza e per la vittoria.
La loro influenza è fondamentale per la crescita di Bell come avventuriero, perché lo costringe a prendere sul serio il concetto di “essere forti” e di “vincere” davvero.
L’intera serie DanMachi nasce, secondo l’autore Fujino Omori, dal desiderio di scrivere un combattimento tra il protagonista e un minotauro.
Una volta terminato il primo scontro tra Bell e il minotauro a corno spezzato, l’autore ha deciso che il vero rivale di Bell non poteva essere altri che quel mostro.
Per coerenza, in versione animata, Asterius condivide lo stesso doppiatore del minotauro a corno spezzato, Ryō Sugisaki.
Questa scelta crea un ponte sonoro tra le due vite del personaggio, rafforzando l’idea di reincarnazione.
Piccolo “cameo” comico in anteprima
Nel web preview dell’episodio 9 della prima stagione animata, appare un minotauro che parla in maniera sorprendentemente “serena” della sua sconfitta contro Bell.
Dichiara di non avere rimpianti perché lo scontro è stato onorevole e pulito.
In realtà, si tratta di una parodia: è solo Allen Fromel che imita un minotauro.
All’epoca, la trama degli Xenos non era ancora stata pubblicata, per cui nessuno conosceva la vera profondità dei sentimenti di Asterius.
Il successo di quella scena e la performance del doppiatore hanno contribuito, in modo curioso, al suo ritorno ufficiale nel ruolo di Asterius nella terza stagione.
Quando infine il personaggio viene chiamato per nome e si scontra con Ais nella serie animata, molti fan scherzano definendolo “scontro tra eroine”, eco della stessa definizione usata dall’autore.
💬 Discussione della comunità
Parla di questo anime con persone a cui importa davvero.