Record of Ragnarok II Part 2

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Record of Ragnarok II Part 2
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Episodi: 5
Canale di distribuzione: ONA
Data di rilascio: 12 Luglio 2023
Categorie di opere: Anime
Formato: ONA
Nome inglese: Record of Ragnarok II Part 2
Nome giapponese: 終末のワルキューレⅡ 後編
Nome cinese: 终末的女武神Ⅱ 后篇
Nome coreano: 종말의 발키리 II 후편
Nome romanizzato: Shuumatsu no Valkyrie II Part 2
Risorse: Sito Ufficiale

Personaggi (42)

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Qin Shi Huang
Qin Shi Huang
Genere: MaschioEtà: 2,200+
Doppiatore: Kaito Ishikawa
Aphrodite
Aphrodite
Genere: FemminaEtà: 4,000+
Doppiatore: Rie Tanaka
Buddha
Buddha
Genere: MaschioEtà: 2,500+
Doppiatore: Yuuichi Nakamura
Beelzebub
Beelzebub
Genere: MaschioEtà: Unknown (Eons, possibly)
Compleanno: 6 Giugno
Doppiatore: Daisuke Namikawa
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Serie Anime

Record of Ragnarok
Record of Ragnarok
Data di rilascio: 17 Giugno 2021
Shuumatsu no Valkyrie Mini Anime
Shuumatsu no Valkyrie Mini Anime
Data di rilascio: 27 Luglio 2021
Record of Ragnarok II
Record of Ragnarok II
Data di rilascio: 26 Gennaio 2023
Shuumatsu no Valkyrie II Mini Anime
Shuumatsu no Valkyrie II Mini Anime
Data di rilascio: 13 Aprile 2023
Data di rilascio: [[[anime.release_date]]]

Staff di produzione (16)

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Takumi Fukui
Takumi Fukui
Storia originale
Shinya Umemura
Shinya Umemura
Storia originale
Yuka Yamada
Yuka Yamada
Composizione della serie
Kazuyuki Fudeyasu
Kazuyuki Fudeyasu
Composizione della serie
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Record of Ragnarok è un manga di azione e dark fantasy ideato da Shinya Umemura (storia), Takumi Fukui (struttura) e disegnato dal collettivo Ajichika, serializzato sulla rivista mensile giapponese Monthly Comic Zenon e incentrato su una serie di duelli all’ultimo sangue tra divinità di tutti i pantheon e grandi figure della storia umana per decidere il destino dell’umanità.

L’opera ha generato vari spin-off, un adattamento anime distribuito a livello globale da Netflix, una serie di stagioni televisive in Giappone e una versione teatrale.

Il manga è pubblicato dall’editore giapponese Coamix, sotto l’etichetta Zenon Comics.

La serializzazione è iniziata nel numero di gennaio 2018 di Monthly Comic Zenon (uscito a novembre 2017) ed è ancora in corso, con 26 volumi all’attivo al 20 novembre 2025.

La storia mescola mitologia, religione, battaglie spettacolari e reinterpretazioni estreme di personaggi storici.

Al 2024 la serie ha superato i 18 milioni di copie in circolazione, comprese edizioni digitali e spin-off.

Oltre alla serie principale esistono tre manga derivati: uno su Lü Bu Fengxian, uno su Jack the Ripper e uno su un torneo tra sole divinità.

Il brand comprende anche una trilogia anime (Record of Ragnarok I, II e III) e una pièce teatrale ufficiale.

Ogni 1000 anni gli dei di tutti i pantheon si riuniscono nella “Conferenza sulla sopravvivenza dell’umanità” per giudicare il comportamento del genere umano.

Dopo 7 milioni di anni di storia, gli dei decidono all’unanimità che l’umanità è ormai irrecuperabile e deve essere sterminata.

A quel punto interviene Brunhilde, la fiera e astuta primogenita delle 13 Valchirie.

Invece di accettare la condanna, lei invoca una clausola speciale del “Codice di Valhalla” e propone il Ragnarok: un torneo di 13 scontri uno contro uno tra dei e umani.

Se l’umanità conquista 7 vittorie prima degli dei, otterrà altri 1000 anni di sopravvivenza.

Se invece prevalgono gli dei, l’umanità verrà annientata senza possibilità di salvezza.

Per rendere il confronto più equilibrato, le Valchirie usano la tecnica segreta della Forgiatura di Artefatti (Völund) e si fondono con i combattenti umani.

Così diventano armi divine personalizzate, in grado di ferire e persino uccidere gli dei, ma condividono anche il destino del loro partner: se l’umano muore, l’artefatto si frantuma e la Valchiria viene annientata per sempre.

Brunhilde seleziona i “13 Stermina-Dèi”, ovvero tredici figure leggendarie della storia umana, da eroi guerrieri a scienziati e serial killer.

Dall’altra parte, gli dei schierano le divinità più potenti e carismatiche dei loro pantheon: greco, nordico, indiano, giapponese, cristiano e altri.

Lo scenario dei combattimenti è il Colosseo di Valhalla, che cambia morfologia a ogni match per adattarsi ai combattenti o per puro spettacolo.

Attorno, un pubblico misto di dei, spiriti, demoni e anime di umani defunti osserva e commenta ogni colpo.

Il Ragnarok è strutturato come una serie al meglio delle tredici.

Viene estratto un ordine iniziale dei combattenti, ma con l’accordo di entrambe le parti i partecipanti possono essere sostituiti o riposizionati.

Ogni incontro termina solo quando uno dei due avversari muore o viene ridotto in polvere.

Chi perde subisce la “Distruzione Totale dell’Anima”, che impedisce reincarnazione, resurrezione o qualsiasi altra forma di ritorno all’esistenza.

Man mano che il torneo procede, il punteggio oscilla: all’inizio dominano gli dei, poi gli umani pareggiano e persino passano in vantaggio.

Ogni match approfondisce il passato dei combattenti, giustificando i loro poteri e la loro psicologia.

Risultato dei match (fino al match 10)

Match 1: Thor (dei) vs Lü Bu Fengxian (umani) – vittoria di Thor.

Match 2: Zeus (dei) vs Adam (umani) – vittoria di Zeus.

Match 3: Poseidon (dei) vs Kojiro Sasaki (umani) – vittoria di Kojiro Sasaki.

Match 4: Heracles (dei) vs Jack the Ripper (umani) – vittoria di Jack the Ripper.

Match 5: Shiva (dei) vs Raiden Tameemon (umani) – vittoria di Shiva.

Match 6: Vaiśravaṇa / Zerofuku / Hajun (dei) vs Buddha (umani) – vittoria di Buddha.

Match 7: Hades (dei) vs Qin Shi Huang (umani) – vittoria di Qin Shi Huang.

Match 8: Beelzebub (dei) vs Nikola Tesla (umani) – vittoria di Beelzebub.

Match 9: Apollo (dei) vs Leonidas (umani) – vittoria di Apollo.

Match 10: Susanoo no Mikoto (dei) vs Soji Okita (umani) – vittoria di Soji Okita.

Match 11: in corso, Simo Häyhä (umani) viene anticipato come sfidante di Loki.

Match 1 – Lü Bu Fengxian vs Thor

Il primo scontro vede contrapposti Thor, dio del tuono e guerriero supremo del pantheon nordico, e Lü Bu Fengxian, il più grande generale della Cina antica.

Lü Bu combatte brandendo una gigantesca alabarda, la Fangtian Huaji, creata grazie alla fusione con la Valchiria Randgriz, “colei che spezza gli scudi”.

Thor, armato del martello vivente Mjöllnir e protetto dai guanti di ferro Járngreipr, finalmente trova un avversario in grado di ferirlo.

I due si esaltano nello scontro, ma l’arma di Lü Bu viene infine distrutta dalla forma “risvegliata” di Mjöllnir, e il guerriero umano cade decapitato.

Lü Bu muore sorridendo, felice di aver trovato un degno rivale dopo una vita di solitudine al vertice della forza.

Randgriz scompare con lui, frantumata come artefatto.

Match 2 – Adam vs Zeus

Per ristabilire il morale umano, Brunhilde manda in campo Adam, il “padre di tutta l’umanità”.

Accanto a lui combatte la Valchiria Reginleif, trasformata in una coppia di tirapugni sacri.

Adam possiede il potere della “Vista Divina”: può copiare istantaneamente qualsiasi tecnica vista usare da un dio.

Zeus risponde liberando la sua forma massima, “Adamas”, comprimendo tutto il suo potere in un corpo massiccio e mostruoso.

Lo scontro diventa un duello di pugni a velocità supersonica.

Adam continua a imitare e ribattere ogni colpo, ma lo sforzo manda in sovraccarico il suo sistema nervoso, procurandogli cecità e danni mortali.

Nonostante sia già morto in piedi, Adam continua a colpire guidato solo dalla volontà di difendere i propri “figli”, ovvero gli esseri umani di ogni epoca.

Zeus rimane in piedi per un soffio, e la vittoria viene assegnata agli dei, mentre l’anima di Adam e Reginleif si dissolve.

Match 3 – Kojiro Sasaki vs Poseidon

Con due sconfitte consecutive, Brunhilde rischia il collasso del fronte umano.

A sorpresa si offre volontario Kojiro Sasaki, noto nella storia come il “più grande perdente di sempre”.

Affiancato dalla Valchiria Geirölul, trasformatasi nella lunga katana “Bizen Nagamitsu”, Kojiro dimostra che le sue sconfitte passate erano in realtà allenamenti.

Ogni volta che perdeva, studiava l’avversario nella sua mente, simulando innumerevoli duelli fino a superarlo.

Contro Poseidon, “tiranno dei mari” e dio terrorizzato solo dalla debolezza, Kojiro sviluppa le tecniche di “Mille Mani” e successivamente “Diecimila Mani”, che gli permettono di prevedere ogni movimento del dio.

Quando la katana viene spezzata, Geirölul usa una forma speciale di Forgiatura e si divide in due lame gemelle.

Con la tecnica culminante “Doppia Rondine, Tigre e Miriade di Lame”, Kojiro trancia Poseidon in più parti.

È la prima vittoria dell’umanità, e il vecchio spadaccino, finalmente vincitore, viene portato via sulle spalle di Geirölul.

Match 4 – Jack the Ripper vs Heracles

Gli dei pretendono vendetta per la morte di Poseidon e scelgono Heracles, dio dell’eroismo e campione del popolo umano.

Brunhilde risponde con la scelta più controversa del roster umano: Jack the Ripper, il serial killer di Londra.

Jack combatte in una ricostruzione dettagliata della Londra vittoriana, disseminata di trappole e fili di metallo invisibili.

La Valchiria Hlökk viene forgiata in un paio di guanti che trasformano in artefatto qualunque oggetto Jack tocchi: mattoni, lampioni, persino il proprio sangue.

Heracles, armato di una clava leonina, utilizza le “Dodici Imprese”, tecniche divinamente dolorose che lacerano progressivamente il suo corpo.

Ogni nuova impresa fa avanzare tatuaggi sulla sua pelle: se lo ricoprissero del tutto, il dio si disintegrerebbe.

Jack mente ripetutamente sulla natura del proprio artefatto, manipola la percezione del campo di battaglia e sfrutta la sua capacità innata di vedere le emozioni come colori.

Vuole tingere il cuore puro di Heracles di nero, facendolo precipitare nella disperazione.

Alla fine Jack, ormai agonizzante, usa il proprio sangue come materiale divino, trasformando la sua mano in un’arma finale chiamata “Dear GOD”.

Con un ultimo affondo uccide Heracles, ma non riesce a corromperne lo spirito: riconosce quindi di aver perso sul piano morale.

Heracles, fino all’ultimo, mantiene il suo amore per l’umanità e affida a Brunhilde il desiderio di salvarla.

Jack, colpito da un sentimento nuovo, prova per la prima volta una tristezza che non sa nominare.

Match 5 – Raiden Tameemon vs Shiva

Con il punteggio sul 2-2, Brunhilde schiera Raiden Tameemon, il più forte lottatore di sumo della storia giapponese.

Raiden possiede una muscolatura mostruosa, tanto potente da auto-fratturargli le ossa se completamente rilasciata.

La Valchiria Thrud si fonde con lui e diventa l’armatura interna “Super Muscoli Esterni a Spirale”, capace di contenere e ridistribuire i muscoli dove servono.

Raiden può così liberare completamente il suo potenziale e utilizzare quattro tecniche un tempo considerate talmente devastanti da essere state bandite nel sumo.

Sul fronte divino si presenta Shiva, dio indiano della distruzione e della danza, capo di 1117 divinità.

Una lunga retrospettiva mostra il suo rapporto con Rudra e la loro scalata al vertice del pantheon indiano.

Il match si trasforma in un devastante combattimento corpo a corpo, in cui ogni colpo fa tremare il Colosseo.

Raiden, grazie alle voci di sostegno dei lottatori umani, e Shiva, sostenuto dagli dei indiani, spingono entrambi oltre il limite.

Nel duello finale di tecniche supreme, Shiva sbriciola il braccio destro di Raiden, privandolo della possibilità di continuare.

Raiden però rimane in piedi fino all’ultimo, ringraziando Shiva per avergli permesso di combattere il sumo senza rimorsi, prima che la sua testa venga recisa.

Thrud sceglie di condividere il suo destino e si frantuma insieme a lui, soddisfatta di aver servito un uomo degno.

Il punteggio torna così a favore degli dei: 3 a 2.

Match 6 – Buddha vs Vaiśravaṇa / Zerofuku / Hajun

Dopo il quinto match, Zeus designa Buddha come rappresentante degli dei nel sesto incontro.

Buddha però entra nell’arena e dichiara pubblicamente di combattere per l’umanità, tradendo formalmente il fronte divino.

Offesi, gli dei nominano Vaiśravaṇa come nuovo campione, ma questi si fonde sul campo con gli altri sei Dei della Fortuna e torna alla sua forma originaria: Zerofuku, un tempo divinità che assorbiva la sfortuna altrui.

Zerofuku è diventato un dio maledetto dopo aver constatato che, nonostante il suo sacrificio, gli umani non riuscivano comunque a essere felici.

L’arma di Zerofuku, la scure “Fuhao”, cresce in dimensioni e potere mano a mano che assorbe la sua infelicità.

Buddha combatte usando il bastone rotante “Bastone delle Sei Vie”, un artefatto che cambia forma a seconda del suo stato mentale: spada, scudo, lancia e molto altro.

Durante il combattimento, Buddha dimostra di comprendere Zerofuku meglio di chiunque altro, spiegandogli che la felicità non può essere imposta dall’esterno.

Zerofuku passa dall’odio alla gratitudine, e i due finiscono per risolversi il conflitto a pugni nudi.

Quando Zerofuku sta per essere sconfitto e “redento”, un seme oscuro impiantato tempo prima da Beelzebub nel suo corno si risveglia.

Zerofuku viene divorato dall’interno, dando vita a Hajun, il “Demone del Sesto Cielo”, creatura che un tempo devastò gli inferi.

Hajun possiede una forza e una velocità tali da mettere in seria difficoltà persino Buddha.

Il Bastone delle Sei Vie viene distrutto, e il monaco sembra sull’orlo della sconfitta.

A quel punto Buddha utilizza la tecnica di “Vita in Comune” che aveva insegnato a Brunhilde per rafforzare gli artefatti.

Assorbe l’ascia di Zerofuku e la trasforma nel nuovo artefatto supremo “Grande Spada di Estinzione – Zero”.

Riacquistata la capacità di leggere il futuro tramite la sua illuminazione, Buddha riesce a tagliare in due Hajun e a dissolverlo.

L’anima di Zerofuku viene finalmente liberata e, sorridendo, si allontana insieme alle altre divinità della Fortuna.

Match 7 – Qin Shi Huang vs Hades

A causa del passaggio di Buddha al fronte umano rimane un “buco” tra i combattenti divini.

Ad offrirsi come sostituto è Hades, signore degli inferi e fratello maggiore di Zeus e Poseidon, deciso a vendicare la morte di quest’ultimo.

Brunhilde sceglie come avversario Qin Shi Huang, il primo imperatore che unificò la Cina, noto come “il re dell’inizio”.

Qin è cieco agli occhi degli altri, poiché tiene sempre bendati i propri, ma in realtà possiede una forma di sinestesia: percepisce dolore e odio altrui sul proprio corpo quando li guarda.

Questa condizione estrema lo ha portato a sviluppare la capacità di vedere i “nodi delle stelle”, punti chiave nel flusso vitale del mondo e dei corpi.

Da questo deriva lo stile marziale “Chi You”, che combina cinque forme di combattimento estreme.

La Valchiria Alvitr si trasforma nell’armatura difensiva “Maniche della Corazza Universale”, assorbendo i colpi e restituendoli moltiplicati.

Nel corso dello scontro, Alvitr si spinge oltre e muta l’armatura nella spada “Maniche della Corazza – Spada di Qin”, concentrando tutto il potere in un’arma offensiva.

Hades combatte con il bidente “Desmos”, che prima della battaglia ha fuso con frammenti del tridente di Poseidon.

A metà match fa bere alla sua arma il proprio sangue, trasformandola nella terribile “Lancia dei Quattro Sangui del Fato”, capace di prosciugare la sua stessa essenza vitale.

Entrambi si riconoscono a vicenda come veri re: Qin per la sua dedizione al popolo, Hades per il suo senso assoluto del dovere verso i fratelli e il regno dei morti.

Alla fine, Qin spezza il bidente potenziato e ferisce mortalmente Hades, che cade definendolo degno del titolo di sovrano.

Hades muore sorridendo, scusandosi con i fratelli per non aver mantenuto la promessa di proteggerli per sempre.

Qin, esausto e gravemente mutilato, lo saluta chiamandolo “alleato” e si inginocchia per rendergli onore.

Match 8 – Nikola Tesla vs Beelzebub

Sconvolti dalla morte di Hades, molti dei vacillano.

Beelzebub, figura solitaria e temuta come “Re delle Mosche”, chiede di combattere nel match successivo per chiudere personalmente i conti con il genere umano.

Brunhilde manda in campo Nikola Tesla, lo scienziato visionario che ha gettato le basi di gran parte della tecnologia moderna.

La Valchiria Gondul diventa l’armatura tecnologica “-Superuomo- Automacchina B”, dotata di tre gigantesche bobine Tesla.

Ogni colpo caricato dall’armatura rilascia particelle di super-Tesla, che riempiono l’arena e consentono a Tesla di sfruttare un sistema di gravità artificiale.

In questo modo ottiene levitazione, teletrasporto istantaneo parziale e attacchi ad alta energia.

Beelzebub manipola le vibrazioni tramite la tecnica “Battito delle Ali del Demone”.

La sua arma, il bastone “Apomyios”, amplifica queste onde fino a farle diventare un uragano distruttivo o una difesa impenetrabile, rendendolo al contempo un muro e una lancia perfetti.

Il dio, vittima di una maledizione interiore che lo porta a distruggere ciò che ama, cerca da tempo qualcuno che riesca a ucciderlo e porre fine alla sua colpa.

Ma dopo l’incontro con Hades e i ricordi della sposa Lilith e dell’amico Lucifero, sceglie consapevolmente di vivere abbastanza da subire una morte lenta e indegna come espiazione.

Il match diventa una sfida tra due menti geniali: Tesla analizza ogni attacco per comprenderne i principi fisici, Beelzebub scova e sfrutta le limitazioni dei teletrasporti dell’armatura.

Quando la situazione si fa critica, Beelzebub infrange un tabù degli inferi e lancia la tecnica proibita “Deus Vacuus”, un’onda vibratoria che può annientare tutto, compreso se stesso.

Tesla contrasta in parte l’attacco con un colpo massimo di energia, ma rimane gravemente ferito.

Beelzebub, anch’egli sanguinante, si prepara all’ultima scambio.

Tesla, fedele alla sua idea che “la scienza è patrimonio condiviso”, spiega addirittura ad alta voce il funzionamento del proprio teletrasporto parziale del braccio, cercando di sorprendere Beelzebub con una mossa creativa.

Il dio, tuttavia, proprio perché rispetta il genio umano, non sottovaluta mai la sua intelligenza e riesce a prevedere la traiettoria finale, infliggendo una ferita mortale allo scienziato.

Prima di dissolversi insieme a Gondul, Tesla incoraggia l’umanità a non arrendersi mai e a continuare a progredire.

Beelzebub, vittorioso ma svuotato, lascia l’arena consapevole che la sua ricerca di una morte redentrice non è ancora finita.

Match 9 – Leonidas vs Apollo

Con il punteggio sul 4-4, Zeus sceglie Apollo, il dio solare dei Greci, incarnazione della bellezza, dell’arte e del combattimento.

Brunhilde risponde con Leonidas, re di Sparta e simbolo di ribellione contro il fato.

Leonidas porta con sé la Valchiria Geirölul, trasformata in uno scudo multifunzione capace di nascondere catene, lame segrete e trasformarsi in una mazza.

Detesta Apollo da secoli, da quando una profezia del dio ha influenzato la politica spartana durante la guerra delle Termopili.

Apollo, spesso scambiato per un narcisista superficiale, in realtà è il dio che più di tutti conosce i propri limiti.

È diventato una divinità poliedrica – poesia, musica, medicina, profezia e guerra – solo grazie a uno sforzo costante e a un allenamento infinito.

Lo scontro tra i due diventa un manifesto del motto “Conosci te stesso”.

Leonidas incarna l’idea che un vero guerriero non delega mai a un dio la decisione di combattere o meno, mentre Apollo crede che la vera bellezza stia nel superare sempre se stessi.

Nel duello finale, Leonidas riesce a frantumare lo scudo-artefatto e subisce ferite fatali.

Soddisfatto di aver combattuto seguendo la propria volontà fino all’ultimo, muore sorridendo, mentre Apollo riconosce che lui e Geirölul sono stati “meravigliosamente belli”.

Match 10 – Soji Okita vs Susanoo no Mikoto

Quando mancano solo due sconfitte alla fine dell’umanità, Brunhilde esita nella scelta del prossimo combattente.

A sbloccare la situazione è Soji Okita, spadaccino del tardo periodo Edo e capitano della Prima Compagnia dello Shinsengumi, che si offre spontaneamente.

Dal lato degli dei doveva combattere Anubis, ma il dio giapponese delle tempeste e delle spade, Susanoo no Mikoto, s’intromette e pretende di affrontare personalmente Okita.

È affascinato dalla leggenda dei “tagliagola” del periodo Bakumatsu e vuole misurarsi con il più grande “assassino di uomini”.

L’arena viene trasformata in una replica di Kyoto del XIX secolo, piena di vicoli e case in legno.

La Valchiria Skalmöld si unisce a Okita, trasformandosi in una katana che racchiude “l’anima dei samurai”.

Durante il combattimento, Susanoo dispiega le tecniche “Miriadi di Dei della Spada” e “Ritorno Celeste dei Demoni”, frutto di secoli passati a studiare ogni scuola di scherma umana.

Okita, dal canto suo, libera completamente il “demone” interiore – il lato feroce e istintivo del suo talento – assumendosene per la prima volta il rischio mortale in cambio della piena realizzazione del suo voto di “vero guerriero”.

Lo scontro porta Susanoo a frantumare la sua stessa arma e a raggiungere il livello di “dio supremo della spada”, combattendo a mani nude con colpi che tagliano comunque la realtà.

Okita, spinto dal ricordo della promessa fatta al comandante Kondo, sviluppa la versione definitiva del suo colpo di punta, “Triplice Stoccata Celeste”, che trapassa il corpo di Susanoo e lo uccide.

Okita smette di respirare subito dopo il combattimento e per un istante sembra destinato a dissolversi insieme a Skalmöld.

Tuttavia il dio creatore Izanagi interviene con la tecnica “Onogoro”, riaccendendo il suo respiro e salvandolo dalla completa distruzione.

Brunhilde

Brunhilde è la primogenita delle 13 Valchirie ed è la vera protagonista della serie.

Ha perso in passato la propria condizione divina ed è diventata una creatura a metà tra dio e uomo, sviluppando una profonda empatia per gli umani e un odio feroce verso gli dei arroganti.

È fredda, calcolatrice e disposta a sacrificare perfino le proprie sorelle pur di salvare l’umanità, anche se in privato piange ogni perdita.

Prima del Ragnarok ha segretamente studiato la tecnica di “Vita in Comune” da Buddha, perfezionando la Forgiatura di Artefatti fino a renderla in grado di uccidere gli dei.

Brunhilde è la selezionatrice e stratega dei “13 Stermina-Dèi”.

Ogni scelta di abbinamento tra umano e dio è frutto di un piano preciso e spesso di una vendetta personale.

Göll

Göll è la più giovane delle Valchirie e funge da spalla emotiva di Brunhilde.

È inesperta, impulsiva e spesso intimidita dal comportamento della sorella maggiore, ma proprio per questo reagisce come un normale essere umano di fronte all’orrore dei combattimenti.

Parla in modo colloquiale e colorito, e si affeziona rapidamente ai combattenti umani, soffrendo per ogni loro morte.

Nel corso della storia, il suo punto di vista innocente funge da contrasto alla durezza del Ragnarok.

Lü Bu Fengxian

Lü Bu è il guerriero per eccellenza della Cina dei Tre Regni, famoso per aver tradito più padroni e per aver dominato ogni campo di battaglia.

Ha passato la vita intera a cercare un avversario alla sua altezza, fino a disperare dell’esistenza di qualcuno in grado di batterlo.

Nel Ragnarok vede finalmente l’occasione di un duello degno e non esita a coglierla.

È brutale, diretto e completamente votato alla ricerca del “piacere della guerra”.

Adam

Adam, archetipo del primo uomo, viene ripensato come un giovane dal fisico perfetto e dallo sguardo candido ma determinato.

Ama profondamente tutti gli umani, che considera figli e discendenti spirituali.

La sua “Vista Divina” è forse il potere più spezzato della serie, ma è bilanciato dalla fragilità umana del suo corpo.

Muore senza mai odiare gli dei, ma scegliendo di opporsi a loro in nome dei suoi “figli”.

Kojiro Sasaki

Kojiro è l’incarnazione dell’idea che una sconfitta non è la fine, ma una forma di studio.

In vita non ha vinto praticamente nessun duello registrato, inclusa la celebre sfida contro Miyamoto Musashi.

Dopo la morte ha continuato a combattere mentalmente con tutti i grandi spadaccini, perfezionando uno stile che trascende il tempo.

Nel giorno del Ragnarok, è un vecchio apparentemente fragile, ma in realtà nel pieno della sua maturità tecnica.

Jack the Ripper

Jack è un assassino londinese che trasforma la gentilezza in una maschera e la paura in un’opera d’arte.

Fin da bambino vede i sentimenti umani come colori, il che gli ha fatto scoprire troppo presto l’ipocrisia e l’egoismo del mondo.

Dopo aver ucciso la madre e l’uomo che avrebbe potuto essere suo padre, scompare nella folla e dedica la vita a “dipingere” con il terrore.

Nel Ragnarok, però, si scontra con un amore autentico – quello di Heracles – che manda in cortocircuito il suo cinismo.

Raiden Tameemon

Raiden è l’uomo che ha dovuto auto-limitarsi per non distruggere gli avversari.

Da bambino veniva chiamato “mostro” per la sua forza fuori scala, ma la madre gli ha insegnato a usare il potere per proteggere i deboli.

Nel sumo professionistico, per non spezzare gli altri lottatori, ha bandito quattro delle sue tecniche preferite e anche così è rimasto imbattibile.

Solo nel Ragnarok può finalmente combattere al massimo, anche se questo significa consumare il proprio corpo fino all’ultimo muscolo.

Qin Shi Huang

Qin Shi Huang è un sovrano duro, ironico e insopportabilmente sicuro di sé, ma completamente devoto alla sua visione di “ordine per il popolo”.

Da bambino è stato usato come capro espiatorio per un massacro, subendo fisicamente il dolore e l’odio dei sudditi per via della sua sinestesia.

La relazione con la guardia Chunyan lo ha spinto a promettere che sarebbe diventato il più grande re di sempre.

Nel Ragnarok, anche mutilato e mezzo morto, non rinuncia mai alla propria dignità regale.

Nikola Tesla

Tesla rappresenta l’arma più imprevedibile dell’umanità: la scienza.

Non sopporta che i suoi esperimenti vengano chiamati “magia” e insiste nel considerare ogni suo colpo come risultato di leggi naturali, per quanto avanzate.

È un idealista: crede che la conoscenza sia tanto più preziosa quanto più viene condivisa.

Persino in un duello per la sopravvivenza, spiega i propri metodi, certo che altri umani possano in futuro superarli.

Leonidas

Leonidas è il re spartanamente testardo che rifiuta di farsi guidare dai responsi degli oracoli.

Quando la profezia di Apollo ha bloccato i movimenti militari della sua città, lui ha preferito spezzare la statua del dio e dirigersi al fronte, pronto ad assumersi da solo l’eventuale punizione divina.

È rissoso, sboccato e profondamente anti-autoritario.

Ma la sua ribellione non è anarchia: è l’affermazione che un vero guerriero combatte quando *sceglie* di farlo, non quando qualcuno gli dice “è scritto”.

Soji Okita

Okita è il più grande “tagliatore di uomini” del periodo Bakumatsu, dotato di un talento quasi disumano per la spada.

In vita è morto di malattia prima di poter scegliere il proprio campo di morte, un rimpianto che lo tormenta.

Nel Ragnarok vuole finalmente combattere senza trattenersi, anche a costo di bruciare la propria anima.

La sua relazione con Kondo, il comandante dello Shinsengumi, rappresenta il cuore emotivo del suo desiderio di essere un “vero samurai”.

Michel Nostradamus

Nostradamus, solo accennato finora, è descritto come il più fastidioso e imprevedibile degli umani scelti.

Ha violato un tabù divino distruggendo il “Ponte di Arcobaleno delle Tenebre”, finendo per questo all’inferno, ma trattando la cosa quasi come un gioco.

È l’unico essere umano a cui sia stato permesso di risalire dagli inferi fino al cielo per il Ragnarok.

Brunhilde lo chiama il “Jolly dell’umanità”, e lui sembra felice di esserlo.

Simo Häyhä

Simo Häyhä è il cecchino finlandese noto come “Morte Bianca”, responsabile di centinaia di uccisioni durante la Guerra d’Inverno.

Nel contesto del Ragnarok viene annunciato come avversario perfetto per le strategie subdole di Loki.

Si dice che la sua Valchiria gli permetta di trasformare parti del corpo, come organi interni, in proiettili.

Il suo match, ambientato in una fitta foresta innevata, promette di essere un duello di astuzia e pazienza.

Kintoki Sakata

Kintoki Sakata, il “Kintarō” delle fiabe, è qui reinterpretato come un guerriero forte, bonario e legato a Buddha.

Appare per la prima volta mentre porta a Buddha dei dolci come regalo di convalescenza.

Buddha gli affida l’incarico di scoprire la verità su un misterioso individuo, Sigfrido.

Per questo Kintoki si addentra persino negli inferi, dimostrando coraggio e lealtà.

Thor

Thor è il dio del tuono del pantheon nordico, presentato come un guerriero taciturno che vive annoiato dall’assenza di avversari veri.

Porta sempre con sé Mjöllnir, un martello che è più un essere vivente che un’arma, tanto potente da dover essere contenuto da guanti speciali.

Quando incontra Lü Bu, finalmente sorride: per la prima volta deve impegnarsi realmente.

Dopo la vittoria, onora il rivale eliminando personalmente i suoi uomini e il suo cavallo, perché possano seguirlo nell’onore della morte.

Zeus

Zeus è il signore dell’Olimpo e presidente del consiglio degli dei.

Fisicamente appare come un vecchietto rugoso e pervertito, ma basta che contragga i muscoli per trasformarsi in un colosso ipertrofico.

È un combattente folle e ama i duelli più della politica.

Doveva essere l’ultimo a scendere in campo, ma ha rubato il posto a Shiva nel secondo match perché non riusciva più ad aspettare.

Nonostante l’aria da “vecchio porco”, è uno degli dei più lucidi sull’equilibrio del Ragnarok.

Accetta senza battere ciglio la decisione di Buddha di combattere per gli umani, purché rispetti le regole formali.

Poseidon

Poseidon è il fratello maggiore di Zeus, dio dei mari e figura glaciale e aristocratica.

Disprezza chi considera debole, chiama “insetti” gli altri dei e non sopporta l’idea di cooperare.

In passato ha assassinato il fratello Adamas per aver osato complottare contro Zeus, cancellandone perfino il nome dalla storia divina.

Per lui, un dio deve essere assolutamente autosufficiente e puro.

La sconfitta contro Kojiro è uno dei colpi più duri per l’orgoglio del pantheon greco.

Hades decide di entrare nel Ragnarok principalmente per vendicare la sua morte.

Heracles

Heracles, originariamente umano, è diventato dio dopo aver bevuto il sangue di Zeus pur di difendere la città di Tebe dagli dei stessi.

È un eroe amato da dei e uomini, chiamato “dio incrollabile del combattimento”.

Porta sul corpo i tatuaggi delle sue dodici imprese, che si espandono ogni volta che utilizza una tecnica associata.

Quando i segni coprono tutto il corpo, l’energia divina lo fa a pezzi.

Pur combattendo dalla parte degli dei, Heracles è fermamente contrario allo sterminio umano.

Il suo piano era vincere il Ragnarok come dio e poi usare quell’autorità per proteggere gli uomini.

Shiva

Shiva è il dio indiano della distruzione e della danza, ma in gioventù era solo un ragazzo che amava ballare.

Il suo migliore amico Rudra lo ha convinto a sfidare tutti gli altri dei indiani per arrivare al vertice, trasformando la loro vita in un susseguirsi di combattimenti.

Dopo aver sconfitto le 1115 divinità più forti, Shiva e Rudra si sono affrontati l’uno contro l’altro per decidere chi sarebbe diventato l’“assoluto”.

Rudra si è arreso per permettere a Shiva di realizzare il sogno, ma non prima di essersi battuto fino allo sfinimento.

Durante il match con Raiden, Shiva riscopre quel fuoco originario: combatte non solo per l’orgoglio divino, ma per onorare gli amici e i rivali.

La sua tecnica finale, una danza di passaggi veloci che brucia il terreno, è il culmine della sua storia.

Buddha

Buddha è il dio più “umano” e più ribelle del cielo.

Si veste in modo casual, mastica sempre lecca-lecca o gomme e chiama Zeus e Brunhilde per nome o con soprannomi ironici.

In vita era il principe Siddharta, che ha abbandonato trono e famiglia dopo aver compreso l’insensatezza di una felicità prefabbricata.

Ha raggiunto l’illuminazione con le proprie forze e, da allora, rifiuta che qualcun altro – dio o destino – scelga cosa è giusto per lui.

La sua abilità chiave è “Consapevolezza del Vero Sé – Alaya-Vijnana”, che gli permette di leggere le intenzioni dell’anima altrui e vedere così pochi istanti nel futuro.

La combina con uno stile di combattimento fluido, che sfrutta il minimo necessario per deviare o contrattaccare.

Buddha odia chi impone il proprio concetto di felicità, anche se in teoria è “buono”.

Per questo apprezza Zerofuku, che pur sbagliando ha sofferto per cercare di rendere felici gli altri, e disprezza Hajun, incarnazione della fuga vigliacca dal proprio dolore.

Vaiśravaṇa e Zerofuku

Vaiśravaṇa è il volto “ufficiale” del dio della ricchezza e del castigo.

In realtà, lui e gli altri sei Dei della Fortuna sono frammenti di una sola entità, Zerofuku, l’originaria divinità che assorbiva la sfortuna degli uomini.

Zerofuku è nato buono, ma ha crollato quando ha visto che il suo sacrificio non produceva la felicità sperata.

Ha incontrato Buddha e ha scoperto che l’altro riusciva a portare serenità con semplici parole, cosa che lo ha portato alla follia per gelosia e senso di inutilità.

La sua ascia cresce a dismisura con l’aumentare della negatività interiore.

Alla fine, è proprio quella disperazione che lo rende terreno fertile per il seme di Hajun.

Hajun (Papiyas)

Hajun è il “Demone del Sesto Cielo”, entità leggendaria degli inferi.

Si è autodistrutto in passato perché la sua forza grezza superava la resistenza del proprio corpo.

Beelzebub ha raccolto dei frammenti della sua essenza e li ha coltivati in un seme maledetto.

Impiantato nel corpo di Zerofuku, il seme gli permette di risorgere con un corpo molto più stabile e potente.

La sua personalità è un misto di sadismo e paura: teme chi non cede alla disperazione e non sopporta che qualcuno come Buddha rifiuti di odiarlo.

La sua sconfitta definitiva segna anche la liberazione di Zerofuku.

Hades

Hades è il fratello maggiore di Zeus e Poseidon, signore assoluto degli inferi.

È rispettato perfino da divinità oscure come Beelzebub, che lo definiscono il “dio più affidabile”.

In passato ha difeso da solo il regno dei morti da un’invasione dei Titani durante la guerra dei Giganti.

Da allora, molti dei gli riconoscono il ruolo di “dio su cui persino gli dei possono contare”.

Il suo rapporto con Poseidon è forte ma silenzioso: Hades non interferisce con le decisioni dei fratelli, ma si ritiene responsabile della loro sicurezza.

Per questo entra nel Ragnarok, vedendolo come una questione di famiglia più che di politica cosmica.

Beelzebub

Beelzebub è un dio scientifico e maledetto allo stesso tempo.

Nato come divinità della fertilità e delle mosche, è stato bollato come “maledetto da Satana” perché chi lo avvicina sembra destinato alla rovina.

Ha stretto legami strettissimi con tre angeli – Lucifero, Azazel e Samael – che però sono morti in circostanze traumatiche.

Anche la sua amata Lilith è stata uccisa, proprio da lui, quando la sua maledizione si è manifestata nel peggiore modo possibile.

Distrutto dal senso di colpa, Beelzebub ha deciso di cercare qualcuno abbastanza forte da ucciderlo.

Ma grazie alle parole di Hades, ha capito che la morte che merita non è una rapida liberazione, bensì una fine lunga e dolorosa.

Apollo

Apollo è la stella del pantheon greco: bello, brillante, musicista, medico, arciere e guerriero.

Tutti lo vedono come un “naturale” prodigio, ma in realtà è stato un dio mediocre che si è costruito da zero.

Le sue armi, i “Fili di Artemide” e la “Luna di Artemide”, manipolano la luce per creare scudi, corde e frecce di energia.

Il suo colpo di freccia più rapido è considerato la tecnica più veloce tra gli dei.

In passato ha affrontato il serpente gigante Python, rifiutandosi di ucciderlo dopo averlo sconfitto.

Ha trasformato l’antico mostro nel custode del suo tempio di Delfi, mostrando che per lui la vera bellezza è la trasformazione, non l’annientamento.

Susanoo no Mikoto

Susanoo è il dio giapponese delle tempeste e delle spade, un tempo parte della triade suprema con Amaterasu e Tsukuyomi.

Affascinato dagli umani, ha abbandonato volentieri il ruolo di divinità di vertice per vivere tra loro, imparando la loro arte della spada da lontano.

Bandito dal cielo con la condizione di non esporsi agli uomini né parlare con loro, si è limitato a osservarli per secoli.

Ha però assorbito ogni forma di scherma esistente, fino a creare un repertorio che supera quello di qualsiasi spadaccino umano.

Nel Ragnarok vuole solo una cosa: un duello “vero” con il più grande tagliatore di uomini, Soji Okita.

La sua gioia nel combattere è talmente pura da farlo sembrare quasi un umano con poteri divini.

Loki

Loki è il dio nordico dell’inganno, sempre sorridente e sornione, ma potenzialmente il più pericoloso.

Ama mettere alla prova gli altri, soprattutto quando sospetta che qualcuno stia barando alle sue spalle.

È uno dei primi a intuire che la Forgiatura di Artefatti utilizzata da Brunhilde non è una semplice tecnica valchirica.

Intuisce il collegamento con la “Vita in Comune” di Buddha e inizia a sospettare un tradimento.

Quando Buddha si schiera apertamente con gli umani, Loki esplode di rabbia.

Non sopporta l’idea che qualcuno rida di lui o lo faccia sembrare ingenuo.

Anubis

Anubis è il dio sciacallo degli inferi egizi.

Doveva essere lui il rappresentante del decimo match, ma ha ceduto il posto a Susanoo pur di non avere a che fare con i suoi capricci infiniti.

Ha un’attrazione morbosa per l’odore della morte genuina.

Guardando lo scontro tra Susanoo e Okita, si rammarica di aver perso l’occasione di affrontare un guerriero mortale così affascinante.

Hermes

Hermes è il messaggero degli dei greci, ma qui è soprattutto il maggiordomo personale di Zeus e un osservatore acuto del Ragnarok.

Suona il violino durante le entrate in scena di Zeus e compone pezzi commemorativi per i caduti, divini e umani.

Ama le situazioni caotiche e si è persino inserito in una vecchia ribellione di Adamas per il puro gusto di assistere al disastro.

Spesso è lui a spiegare al pubblico (e agli altri dei) le logiche tecniche e strategiche dei combattimenti.

Ares

Ares è il dio greco della guerra, robusto e muscoloso, ma incredibilmente emotivo.

È il fan numero uno di Heracles, a cui deve la vita dopo una battaglia antica.

Nonostante la reputazione di “idiota sanguinario”, è uno dei pochi dei che si preoccupa davvero dei compagni caduti.

Funziona come spalla comica nelle discussioni con Hermes, ma ha momenti di sincera umanità.

Adamas

Adamas è l’ex tredicesimo dio dell’Olimpo, fratello maggiore di Zeus e Poseidon, ora sopravvissuto in forma di cyborg con il nome di “Adamantine”.

Tempo addietro ha cercato di rovesciare Zeus, ma è stato fatto a pezzi da Poseidon.

Salvato in segreto da Hades e ricostruito da Beelzebub e Hermes, è sopravvissuto in clandestinità negli inferi.

Sua intenzione è vendicare Hades e Poseidon dopo il Ragnarok, uccidendo Qin Shi Huang e Brunhilde.

Rudra

Rudra è il dio indiano del vento tempestoso e il migliore amico di Shiva.

Era lui a sognare la vetta del pantheon, ma ha trascinato Shiva con sé per la scalata.

Quando si sono trovati di fronte alla decisione su chi dovesse diventare l’“assoluto”, Rudra ha scelto di rinunciare con orgoglio, affidando a Shiva il compito di rappresentare entrambi.

Osserva il match di Shiva contro Raiden non dagli spalti, ma dai corridoi, insieme agli altri degli indiani, pronto a sostenerlo fino alla fine.

Aphrodite

Aphrodite è la dea della bellezza e della guerra, resa in modo estremamente sensuale.

Seduta sempre su un trono vivente di servitori che le sostengono il seno, rappresenta la parte più cinica del pantheon.

Ritiene l’umanità una malattia del pianeta, un cancro da rimuovere.

È tra le più ferree sostenitrici della distruzione totale degli umani.

Odin

Odin è il dio supremo del nord, sempre circondato dai corvi Huginn e Muninn.

Parla poco, ma osserva attentamente ogni sviluppo del Ragnarok, che chiama la sua “grande aspirazione”.

Conosce molto di più di quanto riveli, soprattutto riguardo a entità oscure come Hajun.

Non tollera interferenze nei suoi piani, al punto da minacciare direttamente Beelzebub quando sospetta che i suoi esperimenti possano ostacolarlo.

Le 13 Valchirie sono figlie del pantheon nordico, ma hanno scelto di stare dalla parte dell’umanità.

La loro funzione originaria era quella di “trasportatrici di anime”, scegliendo i guerrieri caduti più valorosi per portarli a Valhalla.

Brunhilde ha spinto le sorelle oltre questo ruolo tradizionale.

Ha perfezionato con Buddha la tecnica della Vita in Comune, fondendo anima di Valchiria e anima umana in un singolo destino.

Regole e rischi della Forgiatura

Quando una Valchiria usa la Forgiatura di Artefatti, il suo corpo viene rimodellato in un’arma o un’armatura perfettamente adatta al combattente umano.

L’oggetto possiede caratteristiche legate al nome e al significato originario della Valchiria.

Se il combattente umano muore, l’arma si frantuma e la Valchiria è obliterata.

Non c’è reincarnazione possibile: è una scommessa definitiva.

In cambio, l’arma può ferire, mutilare e persino uccidere gli dei, violando il principio distintivo tra umano e divino.

È, nelle parole di Brunhilde, “un trucco per rispondere al trucco degli dei”.

Esempi di Valchirie

Randgriz – “Colei che spezza gli scudi”, si trasforma nella Fangtian Huaji di Lü Bu.

Reginleif – “Colei che viene dopo gli dei”, diventa i tirapugni di Adam.

Geirölul – “Colei che avanza con la lancia”, prima katana di Kojiro, poi due spade gemelle.

Thrud – “Colei che è forte”, armatura muscolare di Raiden.

Skalmöld – “Tempo della spada”, katana che porta al massimo il potenziale da spadaccino di Okita.

Gondul – “Colei che possiede magia”, armatura meccanica di Tesla.

Alvitr – “Guardiana delle schiere”, corazza e poi spada di Qin.

Hlökk – “Colei che fa tintinnare le armi”, guanti trasformatori di Jack.

Ogni Valchiria ha una personalità distinta, che influenza il rapporto con il proprio umano.

Alcune sono riluttanti (come Hlökk con Jack), altre si innamorano letteralmente del proprio partner (come Thrud con Raiden).

Ragnarok – “Scontro Finale Dèi vs Umani”

Il Ragnarok è regolato dall’Articolo 62, paragrafo 15, del Codice di Valhalla.

Prima della proposta di Brunhilde era considerato quasi una leggenda legale, mai invocata nella pratica.

Le regole principali sono semplici: 13 contro 13, scontri singoli fino alla morte, primo che arriva a 7 vittorie si aggiudica il destino dell’umanità.

Il campo è il Colosseo di Valhalla, in grado di essere riconfigurato per ogni match.

Distruzione Totale dell’Anima

Chi perde in un match di Ragnarok non finisce in paradiso o all’inferno.

La sua anima stessa viene frantumata, ridotta a particelle che tornano al “rumore di fondo” dell’universo.

Questo vale sia per umani che per dei e Valchirie.

Ogni match, quindi, è letteralmente una scommessa totale sul proprio essere.

Colosseo di Valhalla

L’arena principale è costruita nel regno celeste di Valhalla.

È sorretta dagli dei nordici, ma frequentata da divinità di tutto il multiverso mitologico.

Ogni match porta un restyling completo:

– Una pianura nordica per Thor vs Lü Bu.

– Il lusso marmoreo per Zeus vs Adam.

– Una Londra vittoriana dettagliata per Jack vs Heracles.

– Le Termopili per Leonidas vs Apollo.

– La Kyoto del XIX secolo per Okita vs Susanoo.

Figura del Commentatore – Heimdall

Heimdall, “guardiano della fine”, funge da annunciatore ufficiale di tutti i match.

Suona il corno di Gjallarhorn come segnale d’inizio e fine degli scontri.

È teatrale, rumoroso e perfettamente consapevole del valore dello spettacolo.

Quando Buddha rompe il suo corno durante un match, rivela di avere parecchi modelli di riserva nascosti sotto la tunica.

La serie principale Record of Ragnarok è stata inizialmente pubblicata da North Stars Pictures e poi da Coamix.

In formato tankōbon conta 26 volumi al 20 novembre 2025.

La pubblicazione dei primi cinque volumi è avvenuta tra il 2018 e il 2019 con la vecchia etichetta.

Dal 2020 la ristampa e i nuovi volumi sono usciti nel nuovo formato Coamix/Zennon Comics, a partire da una riedizione dei primi cinque.

Il ritmo di uscita recente è di circa un volume ogni 3–4 mesi.

Alcune uscite includono edizioni speciali con contenuti extra o gadget da collezione.

La serie è stata più volte ristampata per rispondere alla domanda, in particolare il primo volume che è andato presto esaurito.

Diverse classifiche e premi l’hanno segnalata come uno dei manga d’azione “da tenere d’occhio” tra il 2018 e il 2020.

Record of Ragnarok: Lu Bu Fengxian – Leggenda del Generale Volante

Questo spin-off è incentrato sulla vita di Lü Bu Fengxian prima del Ragnarok.

Segue la sua crescita da guerriero errante a “mostro” ineguagliabile sul campo di battaglia.

È disegnato da Takeo Ono, con la supervisione degli autori dell’opera originale.

La serie è conclusa in 7 volumi, pubblicati tra il 2020 e il 2022.

Oltre alle battaglie, esplora in dettaglio il rapporto tra Lü Bu, il cavallo Rosso Coniglio e il consigliere Chen Gong.

Il tono è ancora più marziale e cupo rispetto alla serie principale.

Record of Ragnarok – Cronache di Jack the Ripper

Secondo spin-off ufficiale, scritto in continuità con la storia madre.

È disegnato da Keita Iizuka e racconta il passato e i “casi” di Jack the Ripper a Londra.

Mostra in dettaglio come Jack ha “imparato” a vedere i colori delle emozioni e come ha costruito la sua leggenda.

Metà thriller, metà horror psicologico, aggiunge molte sfumature al personaggio visto nel match contro Heracles.

La pubblicazione è iniziata nel 2022 e, al 2025, sono usciti 9 volumi.

Brunhilde e altre Valchirie appaiono occasionalmente, creando legami diretti con il Ragnarok.

Record of Ragnarok – Apocrifo: Apocalisse degli Dèi

Terzo spin-off: qui il focus non sono gli umani, ma un torneo tra sole divinità.

È basato su un soggetto della serie principale, scritto da Otohiko Naruse e disegnato da Ippei Okamoto.

La serie esplora un antico tabù del cielo: gli dei che combattono tra loro in un torneo segreto.

Molti personaggi divini di Record of Ragnarok appaiono in versioni più giovani o con ruoli inediti.

È pubblicata su Monthly Comic Zenon dal 2024 e conta 4 volumi al 2025.

Approfondisce la politica interna ai vari pantheon e getta luce su alcuni segreti del Ragnarok.

Produzione e distribuzione

La prima stagione dell’anime Record of Ragnarok è stata prodotta dallo studio Graphinica.

È stata distribuita in streaming mondiale da Netflix a partire dal 17 giugno 2021 e successivamente trasmessa sulle emittenti televisive giapponesi, tra cui Tokyo MX, BS11 e MBS.

La seconda stagione, Record of Ragnarok II, è una co-produzione Graphinica–Yumeta Company.

È stata distribuita in due blocchi su Netflix nel 2023 (episodi 1–10 a gennaio, 11–15 a luglio) e trasmessa in TV giapponese a partire da aprile 2023.

La terza stagione, Record of Ragnarok III, è prodotta da Yumeta Company insieme allo studio MARU Animation.

La distribuzione internazionale via Netflix è prevista per dicembre 2025.

Staff principale

Alla regia delle prime due stagioni c’è Masao Ōkubo.

La terza stagione è affidata a Kōichi Hatsumi.

La serie composition delle prime due stagioni è curata principalmente da Kazuyuki Fudeyasu, con il supporto di Yuka Yamada in parte della seconda.

Per la terza stagione subentra Yasuyuki Mutō.

Il character design è di Masaki Satō nelle prime due stagioni.

Nella terza subentrano Yōko Tanabe e Hisashi Kawashima.

La colonna sonora è firmata da Yasuharu Takanashi, noto per altre serie action.

La produzione è sostenuta da un comitato che include Warner Bros. Japan, Coamix, Sammy, Clockworks e MBS.

Sigle

Per la prima stagione:

– Opening: “KAMIGAMI-神噛-” del gruppo rock Maximum the Hormone.

– Ending: “Fukahi” di Shimaaji, un brano malinconico che contrasta con la brutalità degli episodi.

Per la seconda stagione:

– Opening: “Rude Lose Dance” di Minami.

– Ending: “Inori” di Masatoshi Ono, con chitarre di SYU (Galneryus).

Per la terza stagione:

– Opening: “Dead Or Alive” dei GLAY.

– Ending: “Last breath, Last record” di Saori Hayami.

Episodi e contenuti

Le prime due stagioni coprono gli scontri da 1 a 6, inclusa la complessa battaglia di Buddha contro Zerofuku e Hajun.

La terza stagione si concentrerà sugli scontri 7 e 8 (Qin vs Hades, Tesla vs Beelzebub) e preparerà il terreno per i match successivi.

Oltre agli episodi principali, sono stati prodotti corti comici e mini-episodi per il canale YouTube di Warner Bros. Japan Anime.

Questi coprono presentazioni dei personaggi, briefing delle Valchirie e test fisici delle divinità.

In Giappone, la prima stagione è stata trasmessa con una traccia audio secondaria di commento da parte degli stessi doppiatori.

Questo ha reso la fruizione televisiva particolarmente spettacolare per i fan.

Nel 2021 è andata in scena la prima versione teatrale, “Record of Ragnarok – The Stage of Ragnarok”.

La rappresentazione si è tenuta a Tokyo, al Kokumin Kyōsai Hall / Space Zero.

Lo spettacolo ha adattato i primi match del manga, concentrandosi su Thor vs Lü Bu, Zeus vs Adam e Poseidon vs Kojiro.

Ha utilizzato una combinazione di combattimenti coreografati dal vivo, proiezioni e effetti di luce per rendere l’atmosfera sovrannaturale.

La regia è stata affidata a Ryo Kakou, con testi del collettivo Spacenoid Writers’ Room.

Gli interpreti dei personaggi principali hanno spesso ripreso, con la loro recitazione, le scelte stilistiche dei doppiatori dell’anime.

(Visualizza la cronologia delle modifiche)

(Ultima modifica: Lunedì 22 Dicembre 2025 22:58)

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